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Un figlio su misura? Con un’APP ora si può

Concepire un figlio su misura diventa realtà grazie ad un’APP del Governo inglese che estrae da 10 mila donatori lo sperma a denominazione di origione controllata

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Non sappiamo se sia il sogno della maggioranza degli aspiranti mamme e papà,  ma l’idea di poter  concepire un figlio su misura, secondo il luogo comune, alto, biondo e con gli occhi azzurri, e magari intelligente  popola certamente la mente di molti futuri genitori.

Ebbene il sogno, se di sogno si può parlare, ora si avvera in una modalità che sposa il desiderio più diffuso ( la genitorialità) con lo strumento tecnologico più diffuso (il telefono cellulare) e dà origine alla prima APP di accesso alla più grande banca dello sperma d’Inghilterra.

 

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La notizia clamorosa è raccontata  in un articolo su MIT Technology review , la prestigiosa rivista scientifica del Massachussets Institute of Technology di Boston a firma di Julia Sklar, che ci proietta in un mondo che non immaginavamo fino a pochi anni fa, e che se fino a ieri consentiva di ordinare via web una cena, un biglietto al teatro, un’auto, ora aggiunge all’elenco, come fosse un qualsiasi oggetto, anche lo sperma.

L’iniziativa è della London Sperm Bank, la più grande banca dello sperma del Regno Unito che ha inventato un modo per rendere più selettivo, certificato e facilmente raggiungile il modo di selezionare lo sperma a disposizione delle donne che intendono accedere ad una fecondazione  eterologa.

 

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Tutto nasce nel 1991

Nel 1991,  quando pioneristicamente iniziava  la strada della fecondazione in vitro, l’accesso allo sperma di un donatore era molto approssimativo, sia in fatto di conservazione che di selezione.

Le certezze sulla qualità della conservazione e soprattutto la storia medica  e familiare del donatore dello sperma erano informazioni sconosciute e ciò rendeva davvero avventurosa la scelta della donna interessata.

Ma in questo quarto di secolo le cose sono molto cambiate. La London Sperm Bank ha in “cassaforte” 10 mila fiale di sperma con le caratteristiche dei  relativi donatori, tutte caricate su un Database  che grazie alla capacità di filtraggio e di elaborazione anche incrociata dei requisiti della ricerca   resi disponibili dall’APP , consente di offrire lo sperma di un donatore che corrisponde alla richiesta della donna.

Come qualsiasi altra  applicazione di e-commerce, l’APP rende disponibile anche una lista dei desideri, nel senso che se al momento nella banca dati non è disponibile lo sperma   di un donatore con le caratteristiche volute, la richiesta viene raccolta in una lista dei desideri  che provvederà a inviare alla donna notifiche push che annunciato l’arrivo tanto sperato.

Come qualsiasi negozio  che  mostra in vetrina i suoi prodotti, anche la London Sperm Bank pubblicizza a sua mercanzia e, non potendo ovviamente fotografare la qualità dello sperma disponibile per l’acquisto, pubblica però delle video interviste dei donatori  con l’obiettivo dichiarato di rendere pubblica la ragione della loro scelta di donare, ma con l’inconfessato obiettivo di mostrare alla potenziale cliente  l’apparente intelligenza, l’eloquio,  i tratti del viso  ai quali il bimbo futuro potrà somigliare.

Di ogni donatore esistono schede dettagliatissime che descrivono la razza, l’origine etnica, il colore degli occhi, dei capelli della pelle, il peso, la statura, il tipo di istruzione, l’occupazione, la religione, la nazionalità il paese di nascita del padre e della madre cioè dei futuri nonni.

Ed in listino prezzo fissato per ogni donatore a 950 sterline come per esempio per lo sperma di  un commerciante  danese, cristiano, castano dagli occhi blu, alto 1 metro e 78 che pesa 106 chil o uno studente cinese  di origine Thai alto  1 metro e 79 buddista  con il diploma di maturità.

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Il governo inglese è della partita

 

La rivista indica che navigando sul web esistono  un altro paio di APP che rendono un servizio simile ma sottolinea che questa è l’unica che ha l’avallo delle associazioni mediche nonchè dell’Autiorità governativa  inglese della fertilità.

La Gran Bretagna è all’avanguardia in  innovazioni sul versante della fertilità. Il primo bambino al mondo concepito tramite fecondazione in vitro, Louise Brown, è nato in Inghilterra nel 1978. Da allora, le tecnologie riproduttive hanno trasformato e migliorato molto il tasso di successo della fecondazione in vitro che è passato  dal 5 per cento del 1978 al 40 al 50 per cento di oggi.

 

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Bruno Costi

Direttore Responsabile Staibene.it

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