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Tutti i danni per la salute (e la gravidanza) del cibo spazzatura

Tutto quello che devi sapere sui grassi idrogenati presenti in patatine fritte gelati & Co. e quando sono dannosi alla salute umana.

Il junk food, vale a dire il “cibo spazzatura” come hamburger, patatine fritte, snack e simili,   se mangiati in quantità eccessive non fanno male solo alla linea ed alla pelle, ma anche alla salute, soprattutto delle donne  in gravidanza.

Un’alimentazione come questa aumenta infatti le probabilità di andare incontro a un aborto spontaneo.

È la tesi di un gruppo di ricercatori dell´Università dell´Ohio (Usa), al termine di uno studio che ha coinvolto 104 donne incinte.

Dai risultati è emerso che i cibi che contengono “grassi idrogenati” aumentano la resistenza del corpo all´insulina.

Questo processo potrebbe portare le donne incinte a subire un aborto spontaneo.

Secondo Charles Glueck, coordinatore dello studio, le donne che aspettano un bebé dovrebbero assumere soltanto un 1% di grassi idrogenati al giorno per tenere lontano ogni rischio.

Cosa sono i grassi idrogenati

I grassi idrogenati sono  grassi vegetali molto utilizzati per sostituire  grassi animali come il burro e lo strutto nella preparazione di cibi prodotti dall’ dall’industria alimentare.

Fanno parte della famiglia dei grassi saturi che, insieme a quelli insaturi, sono componenti dei lipidi. Gli acidi grassi saturi, a causa della maggiore densità, possono accumularsi livello dei vasi sanguigni. Sono presenti nei grassi di origine animale, in latte e derivati, nel tuorlo dell’uovo e in grassi di origine vegetale come la margarina.

Per produrli l’industria parte dai grassi vegetali , ne  estrae olii vegetali e li sottopone ad un processo chimico   – deto appunto idrogenazione – che manipola le molecole in modo tale l’olio vegetale, di forma liquida, si trasforma in un grasso solido tipo margarina con 2 caratteristiche molto ricercate dall’industria: costa meno e irrancidisce  più tardi cioè dura di più. I grassi vegetali diventano così grassi idrogenati.

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Il fatto è che il processo di manipolazione – idrogenazione cambia la struttura della molecola con conseguenze sulla salute umana se assunti  oltre una certa quantità. Tanto è vero che il Ministero della Salute ha imposto all’industria di dichiarare su ogni confezione di alimenti venduti al pubblico la percentuale di grassi idrogenati o vegetali o saturi o trans, presente nella confezione per 100 grammi di prodotto.

Leggi anche : Come leggere le etichette dei prodotti alimentari

Le conseguenze per la salute, come conferma anche lo studio Università dell´Ohio sono serie. Si va dalle malattie cardiache a patologie che interessano le ossa fino a alcune forma di cancro. Inoltre,  gli effetti interessano soprattutto  le donne in gravidanza provocando problemi sia alla gravidanza stessa che all’allattamento, problemi di bassa crescita del nascituro e di apprendimentouna volta nato.

La ragione risiederebbe nel modo in cui l’organismo umano reagisce alla presenza di molecole manipolate presenti nel cibo ingerito.  La cancerosità per esempio deriverebbe dal fatto che pur non riconoscendo le  molecole modificate dall’igrogenazione, l’organismo le usa ugualmente ma essendo "difettose" renderebbero difettosi tutti i processi per i quali l’organismo umano le utiilizza esponendo così l’uomo  a virus, a tossine ad allergeni ed a cancerogeni.

Inoltre l’effetto riguarderebbe anche il sistema immunitario che, avendo il compito di difendere l’organismo da agenti esterni, reagirebbe determinando malattie autoimmuni.

Ma tutto questo quando  si scatenerebbe? Se la quantità fosse superiore al 4,4% della dieta quotidiana. Motivo per cui il Ministero della Salute ha imposto l’informazione sulle etichette dei prodotti.

Redazione Staibene

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