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Tumore al seno, facciamo il punto

I fattori di rischio, gli esami, la prevenzione. Tutto quello che devi sapere

Tumore al seno, i campanelli di allarme
La buona notizia, secondo i dati della Lega italiana per la lotta contro i tumori, è che da circa 15 anni si registra una progressiva riduzione della mortalità nelle donne affette da tumore al seno. La cattiva, che nei Paesi occidentali l’incidenza è molto elevata e in Italia si stima che una donna su 9 si ammala di carcinoma mammario.
Il più importante fattore di rischio per il carcinoma della mammella è rappresentato dall’età ed eventuali fattori ambientali, che possono danneggiare i geni, determinando una crescita incontrollata delle cellule mammarie e il conseguente sviluppo di un tumore.

Carcinoma invasivo e in situ, le due facce del tumore al seno
I tipi più frequenti di tumore alla mammella sono da: carcinoma duttale e carcinoma lobulare. La distinzione più importante, è quella fra carcinoma invasivo (capace cioè di infiltrare i tessuti circostanti e di poter eventualmente diffondersi a distanza dando luogo a metastasi) e carcinoma in situ (che non è in grado di sviluppare metastasi).

Le lesioni che precedono il tumore
Prima che si sviluppi un tumore, si possono manifestare delle lesioni che non indicano la presenza di un carcinoma, ma di un’alterazione iniziale delle cellule mammarie. In questo caso si parla di lesioni pre-neoplastiche forme patologiche che possono in alcuni casi precedere il tumore mammario.Come si individuano? Quando si fa la mammografia si possono riscontrare micro calcificazioni o lesioni non palpabili che richiedono un approfondimento diagnostico perché possono rappresentare una condizione di rischio per lo sviluppo di un tumore o, in casi più rari, possono essere spia della presenza di un carcinoma nel tessuto circostante. In questi caso può essere necessaria l’asportazione chirurgica dell’area interessata oppure, il senologo potrebbe suggerire di monitorare senza intervenire subito.

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Redazione Staibene

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