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Trigliceridi

L’esame dei trigliceridi serve a verificare la quantità di grassi presenti nel sangue

analisi del sangue

I trigliceridi sono i grassi del sangue che derivano dall’alimentazione; costituiscono gli elementi che formano il grasso corporeo e rappresentano il principale tipo di grasso presente nelle riserve energetiche dell’organismo: insomma, sono la fonte da cui viene attinto il “carburante” necessario all’organismo per funzionare.
Come li introduciamo nell’organismo? Attraverso l’alimentazione. La riprova sta nel fatto che aumentano quando la dieta è troppo ricca di carboidrati (zuccheri) e lipidi (grassi). Tuttavia, va sottolineato che vengono rilasciati anche dal fegato.
I trigliceridi rimangono nel sangue temporaneamente e, attraverso di esso, vengono convogliati agli organi che devono utilizzarli: per esempio i muscoli (per produrre energia), il tessuto adiposo e il fegato, che li trasforma in altre sostanze utili per l’organismo.
Quando i grassi sono in eccesso, gli organi non riescono ad utilizzarli completamente, così la quantità in più viene in parte trasformata dal fegato in colesterolo e, in parte, nuovamente immessa nel sangue. Qui i trigliceridi possono combinarsi con altre sostanze e formare le placche che ostruiscono le arterie, causando malattie cardiovascolari.

A cosa serve

L’aumento dei grassi nel sangue è un fattore di rischio importante per l’arteriosclerosi. Ma incide anche sulle malattie del cuore e sul diabete. L’esame dei trigliceridi, di solito, viene consigliato dal medico come un’analisi di routine, cioè come a titolo di semplice controllo.
Un livello molto alto di trigliceridi nel sangue è determinato da fattori genetici e ereditari, ma potrebbero essere presenti nel sangue delle persone che hanno un metabolismo di trigliceridi “lento”, per cui se associano un pasto ricco di grassi all’assunzione di alcolici, possono avere alti livelli di trigliceridi nel sangue pur non avendo un problema specifico. Ne è prova il fatto che dopo il ritorno a una dieta normale, il loro dosaggio si ristabilizza.
Associato all’esame dei trigliceridi è sempre consigliabile eseguire l’esame del colesterolo totale.

Come prepararsi e come si svolgono i test

Per eseguire l’esame dei triglicerdi è necessario presentarsi al laboratorio a digiuno da otto ore, per evitare che l’alimentazione influisca sul risultato alterando il normale equilibrio del sangue.
I farmaci non influiscono sul risultato, ma è sempre consigliabile informare il medico, in modo tale che possa meglio valutare lo stato di salute della persona per poter meglio interpretare gli esami. Infatti il loro valore aumenta, per esempio, se si sta prendendo la pillola anticoncezionale o alcuni medicinali diuretici.
Dal punto di vista pratico, si tratta di un semplice prelievo di sangue in una provetta che avviene in pochi minuti. Grazie all’utilizzo di aghi sottilissimi, la puntura che viene eseguita sulla vena del braccio ed è praticamente indolore.

I valori di riferimento

I valori possono considerarsi:

Normali se oscillano tra i 40 e i 170 millilitri per decilitro di sangue. Se il valore dei trigliceridi aumenta, potrebbe dipendere dall’ingestione di troppi zuccheri o grassi (come, burro, olio, salumi, carne, dolci), ma anche dall’assunzione della pillola anticoncezionale.

Medi se si attestano tra i 170-250 millilitri per decilitro. Questi valori sono considerati al limite e se sono associati altri fattori di rischio come colesterolo non nella norma, malattie del cuore, diabete, fumo, si consiglia in genere una dieta bilanciata a base di pesce e verdure.

Alti se aumentano oltre 250 millilitri, i valori vengono considerati troppo alti e viene prescritta una dieta adeguata e un’eventuale cura con i farmaci. Nel caso in cui i valori siano notevolmente aumentati, è consigliabile ripetere l’esame dopo un digiuno di 15 ore, per accertare che la dieta non influisca in modo determinante sull’analisi.
Bassi se sono sotto i 40 millilitri. In questo caso, si è di fronte ad un’anomalia che può esser causata da malnutrizione, cioè da una dieta con pochi zuccheri o grassi.

Redazione Staibene

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