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Parto cesareo, 4 condizioni per capire quando serve davvero

Le nuove linee guida dell’Istituto superiore di sanità per limitare quelli inutili

Le donne italiane sono prime in Europa per numero di parti effettuati con il taglio cesareo. E non è un buon segno, perché non sempre è necessario ricorrere a questa pratica.

Proprio per mettere fine alla tendenza in continua crescita del fenomeno, l´Istituto superiore di sanità ha dettato nuove linee guida che stabiliscono una volta per tutte quando è inutile il taglio cesareo.

 

Le quattro condizioni


Negli ultimi 28 anni, la percentuale di tagli cesarei è salita dall´11% del 1980 al 28% del 1996, per arrivare al 38% del 2008. Decisamente troppo, per una tecnica che non è sempre indispensabile. Ecco perché il Sistema nazionale per le linee guida dell´Istituto superiore di sanità (Snlg-Iss) ha elaborato un nuovo documento.

La nuova Linea guida, rivolte ai professionisti del settore, ma nella versione divulgativa diffusa online anche alle donne in gravidanza e alla pubblica opinione, definisce quattro condizioni in cui si deve ricorrere “sicuramente” al parto cesareo.

“Se non vi sono controindicazioni, il parto naturale è preferibile al cesareo sia per il benessere della donna che del bambino”. L´Iss elenca quindi alle donne i casi in cui è necessario ricorrere al cesareo:

  • Quando il feto è in posizione podalica fino alla fine della gravidanza, nonostante le manovre esterne eseguite dal medico sotto controllo ecografico;
  • quando la placenta copre completamente o parzialmente il passaggio del feto nel canale del parto;
  • quando sei diabetica e il peso stimato del feto supera i 4 chili e mezzo;
  • quando sussiste il pericolo di trasmissione materno-fetale di malattie infettive (infezione da Herpes simplex virus, da virus dell´epatite C e B e da virus da immunodeficienza acquisita).

Sono invece “da valutare di volta in volta il parto gemellare, il caso in cui il travaglio inizi prima del termine della gravidanza e un pregresso parto cesareo”. Infatti, nonostante per le donne che hanno già subito un cesareo il parto naturale rimanga raccomandato “in assenza di controindicazioni specifiche”, nelle schede di dimissione ospedaliera il “pregresso parto cesareo” è la causa principale di cesareo (26% del totale dei “tagli”).

 

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Redazione Staibene

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