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Le pratiche sessuali estreme

La verità sul sesso estremo o bondage, sadomasochismo, dominazione e sottomissione

Le pratiche sessuali estreme

Chi prova piacere con il sesso estremo, quello fatto di pratiche sadomaso, bondage e simili, viene spesso accusato di soffrire di devianze psicologiche, gravi problemi con la sua sfera sessuale e via elencando. Influenzati dai casi di cronaca – che raccontano storie spesso concluse in tragedia – si tende a considerare gusti sessuali “non ortodossi” come qualcosa di patologico. E invece, gli amanti di queste forme tutte particolari di sesso non hanno affatto particolari problemi psichici né tantomeno sono tipi pericolosi. Anzi, in certi casi possono anche essere più felici di chi pratica il sesso “normale” (come ha dimostrato uno studio australiano pubblicato sulla rivista scientifica “Journal of Sexual Medicine”).

Chi prende parte in ruoli sessuali di sadomasochismo, dominazione o sottomissione, contrariamente agli stereotipi comuni, non lo fa in reazione ad abusi sessuali o perché sia in qualche modo carente dal punto di vista sessuale: “Bondage, disciplina e sadomasochismo (Bdsm) sono semplicemente un tipo di interesse sessuale o comunque una forma di sottocultura che attrae una minoranza”, scrive la professoressa Juliet Richters, che ha guidato lo studio.

Le pratiche Bdsm sono più comuni fra gay, lesbiche e bisessuali, e i partecipanti hanno più probabilità di essere avventurosi sessualmente anche in altre maniere. “Tuttavia non hanno maggiore probabilità di essere costretti all’attività sessuale e non hanno una tendenza maggiore ad essere infelici o ansiosi”, spiega Richters. In effetti, gli uomini che vi prendono parte mostrano di essere più felici. Il motivo? L’ipotesi è che siano più in armonia con sé stessi, perché sono parte di qualcosa di inusuale e vi si trovano a loro agio.

La studiosa sottolinea inoltre che i risultati contraddicono le opinioni professionali dominanti riguardo alle pratiche Bdsm: “Le persone con questi interessi sessuali sono viste da tempo, da parte della medicina e della legge, come persone danneggiate e bisognose di terapia, se non pericolose e bisognose di restrizioni legali”.

Si comincia con il “famolo strano” e si arriva al sesso estremo, al cosiddetto BDSM (Bondage, ovvero il legarsi, Disciplina, Dominazione, Sottomissione, Sadismo e Masochismo) e alla pratica Kinky (BDSM più Feticismo).

Non c’e’ nulla di “malato”, solo una coppia che, di comune accordo, ha deciso di dare vita alle proprie fantasie più estreme. “Non siamo nel campo del sadomasochismo patologico”, dice Alberto Caputo, psichiatra, psicoterapeuta dell’Associazione Italiana Sessuologia Psicologia Applicata, “perché nel BDSM non c’è la volontà di fare del male al partner senza il suo consenso, ma di esplorare le sensazioni più estreme. Qui ci troviamo davanti a coppie che praticano sesso consensuale e sicuro, perché non si superano i limiti che mettono a rischio l’incolumità: la coppia decide all’inizio una parola d’ordine che basta pronunciare perché l’altro si fermi. Nel sesso estremo il dolore e il piacere si confondono, d’altra parte non dobbiamo dimenticare che anche dal punto di vista neurologico i centri del dolore e del piacere sono distanti solo pochi millimetri. Corde e fruste entrano in camera da letto, per dare piacere ma anche come simboli. Le corde rappresentano il legame orizzontale, tra lui e lei, la forte complicità e unione; le fruste il legame verticale, tra dominatore e dominato”.

Ma le fantasie e i giochi non si fermano a queste due pratiche: “Le coppie che praticano il BDSM definiscono “sesso alla vaniglia” quello praticato da chi si ritiene “normale”. E questo perché il gelato alla vaniglia è il gusto base di tutti i sapori. Ma di gusti di gelato ce ne sono così tanti che, secondo loro, vale la pena di assaggiarli tutti…”.

Redazione Staibene

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