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L’estate è il periodo migliore per concepire

I benefici per i bambini sono maggiori rispetto ad altri momenti

L’estate sarà anche il periodo più faticoso per sostenere una gravidanza, visto il gran caldo e le piccole difficoltà logistiche collegate. Ma di sicuro è il momento dell’anno più favorevole per concepire un bambino. Proprio così: restare incinta nei mesi caldi assicura al nascituro un peso maggiore e riduce i rischi di parto prematuro.
Sono i risultato di uno studio condotto dalla Princeton University (negli Usa), pubblicato sulla rivista scientifica "Proceedings of the National Academy of Sciences".

Più peso, più salute
I bebé concepiti nei mesi caldi hanno un peso maggiore rispetto a quelli ‘messi in cantiere’, ad esempio, tra gennaio e maggio. Le mamme che hanno concepito da giugno ad agosto hanno dato alla luce bambini che pesavano, in media, circa 8 grammi in più rispetto ai coetanei concepiti in altri mesi.
Secondo la ricerca, invece, rimanere incinta a maggio ha come conseguenza il 13% in più di probabilità di avere un bebé prematuro con un tempo di gestazione quasi una settimana al di sotto della media.
Tuttavia ci sono anche alcune controindicazioni legate ai pesticidi più presenti nelle stagioni belle, anche se in questo caso la correlazione è più lontana e gli studi sono  ancora alla fase iniziale.
Secondo un altro studio Usa, infatti, le donne che concepiscono un figlio in primavera o estate potrebbero correre un più alto rischio di generare un bebè con un difetto congenito e il motivo starebbe nella maggiore esposizione ai pesticidi.
 
li studiosi hanno osservato che i tassi di difetti congeniti, tra i nati nel periodo 1996-2002, erano più alti tra le donne che avevano concepito tra aprile e luglio.
Durante questi stessi mesi, le concentrazioni alla superficie dell´acqua di pesticidi e altre sostanze chimiche usate in agricoltura di solito aumentano, secondo le analisi chimiche effettuate dal governo americano.
I risultati della ricerca indicano perciò che potrebbe esserci una correlazione tra i livelli di pesticidi nell´acqua e i difetti alla nascita. Anche se non viene dimostrata una relazione di causa-effetto, alcune delle sostanze chimiche prese in considerazione nello studio, come l´erbicida atrazina, sono da tempo sospettate di danneggiare il feto, fanno notare i ricercatori. I difetti alla nascita includono il labbro leporino, la sindrome di Down, la spina bifida.
I fattori di rischio noti e più argomentati sono in questo caso sono l´età avanzata della madre, il fumo e l´abuso di alcol, ma ci sono anche elementi ambientali che gli studiosi stanno cercando di individuare.

Quanto incide l’influenza
I ricercatori hanno utilizzato i dati degli uffici statistiche del New Jersey, New York e Pennsylvania, dedicando l’attenzione ai nati tra il 1994 e il 2006. Ebbene, dall’analisi incrociata con i dati del Centers for Disease Control and Prevention è emerso che il virus dell’influenza aveva accorciato il periodo della gestazione nelle paziente in gravidanza.
Nel 2009, quando la pandemia H1N1 ha colpito in anticipo di 2 mesi rispetto alla normale stagione influenzale, anche i tempi della gravidanza hanno subito una riduzione. Secondo gli scienziati l’influenza "potrebbe essere una causa dei parti prematuri, un motivo in più – suggeriscono – per vaccinare anche le donne in dolce attesa".

Redazione Staibene

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