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Rumori quotidiani? Ecco quelli che fanno male alla salute

Dal rumore della pioggia, al talk show a voce alta, al rumore del traffico fino all’aspirapolvere in casa: ecco i danni alla salute dei rumori quotidiani più banali.

Il clacson delle auto, la sirena dell’ambulanza, il cane che abbaia, ma anche le chiacchiere dei colleghi. Il rumore è, di fatto, una presenza costante nelle nostre giornate con cui bisogna imparare a convivere; tuttavia è importante sapere che i rumori possono avere effetti enormi non solo sulla qualità delle nostre giornate, ma anche sulla salute.
Il 61% degli europei che vivono in aree metropolitane soffre per l’inquinamento acustico e l´invasione di decibel (l’unità di misura con cui viene misurata l’intensità del suono) nelle loro case e il 32% si sente molto o estremamente infastidito. Gli effetti dei rumori sulla salute si verificano però in maniera “silenziosa”. Come? Con problemi di vista, difficoltà di respirazione e sonno disturbato.[correlata1]
Non solo. Secondo un rapporto dell´Organizzazione mondiale della sanità, migliaia di persone nel mondo si ammalano o muoiono di attacchi cardiaci provocati proprio dalla prolungata esposizione al rumore metropolitano.
L’Oms con il progetto “Noise Environmental Burden on Diseas”, iniziato nel 2003, rivela che, oltre alla relazione tra il rumore metropolitano e le malattie cardiache, il 2% dei cittadini europei soffre di seri disturbi del sonno a causa del caos e il 15% di grave irritabilità.
L´Unione europea ha emanato una direttiva che obbliga le città con più di 250 mila abitanti a produrre mappe digitali del rumore, che indichino le zone urbane dove il traffico è maggiore.[correlata2]

Traffico, aspirapolvere, tv: i decibel nocivi

Ciascuno di noi ha un personale definizione di rumore. Da un punto di vista più scientifico, sono due gli elementi che concorrono a rendere un rumore pericoloso per la salute: l’intensità (che viene misurata in decibel) e la durata.
Vediamo quali sono i danni che i rumori possono provocare alle persone:

  • fino a 40 dB l’organismo non ne risente;
  • da 40 a 60 dB si possono aver le prime reazioni di fastidio;
  • tra 60 e 80 dB, aumenta la sensazione di stress e malessere, con segni fisici come tachicardia e colite;
  • tra 80 e 120, possono comparire nausea, capogiri ed emicrania;
  • tra 120 e 180, ci sono danni all’udito e dolore.

Secondo le linee guida dell´Organizzazione mondiale della sanità, il rumore durante la notte non dovrebbe superare i 50 decibel per evitare problemi cardiovascolari; per non soffrire di disturbi del sonno dovrebbe essere sotto i 42 decibel; per non sentirsi irritati o tesi sotto i 35 decibel (il suono di un sussurro). 
 Facciamo qualche esempio: 

  1. Il battito di ali di una farfalla: 5 dB.
  2. Una conversazione con tono di voce normale: 30 dB.
  3. Il rumore della pioggia: 50 dB.
  4. Una conversazione animata (oppure tv o radio a volume alto): 60 dB.
  5. L’aspirapolvere: 85 dB.
  6. Il rumore che si rileva in una strada mediamente trafficata: 90 dB.

Se combinate questa casistica rumorosa con la scala del fastidio di rumore pubblicata più in alto, scoprite per esempio che quando piove,  il rumore della pioggia è già causa di irritabilità, un tal show in cui i presenti litigano danno stress, tachicardia e  colite, il rumore del traffico quando siete fuori casa, o della banale aspirapolvere quando siete a casa portano nausea, capogiri ed emicrania. 

Come difendersi dal rumore al lavoro e in casa

Se difendersi totalmente dal rumore è impossibile, si può cercare almeno di limitare i danni da inquinamento acustico. Ecco come.

  • Al lavoro – I macchinari e le attrezzature presenti nell’ambiente di lavoro non dovrebbero produrre un rumore superiore a 85 decibel. La soluzione ottimale consisterebbe nell’avere macchinari poco rumorosi o altrimenti schermarli. Quando però questo non è possibile, deve essere ridotto il tempo di esposizione al rumore e vanno indossate apposite protezioni: tappi e cuffie fonoassorbenti.
    Coloro che, per motivi di lavoro, sono esposti a un ambiente rumoroso dovrebbero sottoporsi con regolarità a un esame audiometrico.
  • In casa – Se nell’ambiente di lavoro non possiamo agire personalmente sulla riduzione del rumore, dobbiamo cercar di farlo almeno tra le pareti domestiche, agendo sulle fonti che producono rumore.
    Anzitutto dobbiamo cercare di abbassare il volume di radio, televisione, hi-fi. Quindi dovremmo tenere chiusa la porta della stanza in cui funzionano lavastoviglie o lavatrice.
    Un altro modo per diminuire il rumore consiste nel fare ricorso a pannelli fonoassorbenti. Si possono utilizzare pareti doppie, separate tra loro da un’intercapedine riempita di lana di vetro, oppure ricorrere alle finestre con doppi vetri
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Redazione Staibene

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