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Imparare le lingue? Ogni età ha il suo metodo

È dimostrato: da piccoli si apprende meglio e più velocemente

Imparare le lingue? Un gioco da... bambini!

Anche se vi sentite portati per le lingue, prima di imbarcarvi in un corso di russo, spagnolo o anche solo inglese “basic”, guardate anzitutto alla vostra carta d’identità: se avete – come probabile – passato da un pezzo l’età dei cartoni animati, ci saranno per voi più chances di stressarvi che di imparare davvero una nuova lingua straniera.

In compenso pensate ai vostri figli o nipoti: se sono ancora alle elementari è il momento giusto per studiare le lingue. Le impareranno rapidamente con poco sforzo ed ogni anno che passa, faranno sempre più fatica.

 

Da bambini le lingue si imparano meglio
Non è un luogo comune, infatti, che da piccoli si imparino meglio – presto e bene – le lingue straniere. Diversi studi scientifici hanno dimostrato infatti che c’è un’età ideale per accostarsi alle lingue: tra gli 8 e i 9 anni. Ma anche molto prima, già da piccolissimi, la capacità di distinguere tra lingue differenti è molto alta.

Uno studio condotto nel 2007 dai ricercatori canadesi dell’Università della British Columbia di Vancouver, ha dimostrato come i neonati fino a 8 mesi di vita sono già capaci di individuare lingue diverse tra loro in base alla diversa mimica facciale della persona che sta parlando.

Un’altra indagine sul cervello realizzata dalla professoressa Alice Mado Proverbio, dell’Università di Milano Bicocca, ha dimostrato nel 2008 come una lingua straniera si impari meglio se si comincia prima dei cinque anni.

Ogni tentativo successivo di padroneggiarla come fosse la propria madrelingua sarà impossibile: la conoscenza potrà anche essere eccellente, ma non al punto da poterla definire “prima lingua”.

Il motivo? semplice: parole e lingue imparate fino a 5 anni si rafforzano nel loro significato e si mescolano alle informazioni pratiche apprese durante la crescita.

Al contrario, le lingue straniere imparate a scuola restano un´informazione immagazzinata solo come conoscenza autonoma in una diversa area del cervello, priva dei riferimenti diretti alle esperienze acquisite.
Insomma, prima si comincia a imparare una lingua straniera e meglio è, perché non si corre alcun rischio. Al massimo, si possono verificare lievi ritardi nel cominciare a parlare la prima lingua correntemente e forse un po’ di confusione tra la lingua madre e quella straniera. Ma insomma, nulla di grave. Col passare degli anni, invece, tutto diventa più complicato.

 

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Differenze tra generazioni
Da piccoli si impara molto facilmente lingue anche assai lontane da quella madre. Con il vantaggio che, quando si costruiscono le frasi, non si pensano prima nella lingua natia.
Gli adulti, invece, continuano a pensare nella lingua madre e hanno meno difficoltà con le lingue simili alla loro (l’esempio più classico è lo spagnolo per noi italiani).
Nei bambini lavorano soprattutto le aree del cervello coinvolte direttamente nell’apprendimento del linguaggio: ecco perché i piccoli imparano presto e bene.
Gli adulti invece mettono in moto più aree del cervello, non solo quelle dell’apprendimento del linguaggio: questo comporta più impegno, tempo e fatica.

 

Come imparare le lingue da adulti
Gli adulti imparano meglio da lezioni individuali impostate tradizionalmente, a differenza dei piccoli (che hanno bisogno di giochi, favole e strumenti interattivi): per questo vanno benissimo le sedute di conversazione con insegnanti madrelingua.
Da grandi, poi, si ha maggiore difficoltà con le regole di grammatica: ecco perché un adulto che vuole imparare una lingua straniera dovrebbe sempre esercitarsi anche a casa e non limitarsi – come invece basta ai bambini – ad ascoltare (per esempio le lezioni fatte tramite strumenti didattici basati sull’audio tipo mp3).

 

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Redazione Staibene

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