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Il sole e gli occhi: 7 regole per proteggere la vista d’estate

Dagli occhiali a specchio sulla neve al rischio meduse al mare, cosa fare e cosa evitare

Il sole e gli occhi non vanno sempre d’accordo e, soprattutto d’estate, è necessario sapere cosa possiamo fare e come possiamo proteggerci.
La ragione? La mancanza di segnali di allerta: nel senso che i danni provocati dall’eccessiva esposizione della vista ai raggi solari, a differenza  di altri organi umana, quando vengono percepiti sono già in fase avanzata.

Le 7 regole consigliate degli oculisti
I consigli degli oculisti non  abbracciano solo  la prevenzione strettamente correlata agli organi visivi ma anche i compoprtamenti  correlati. Secondo la Società oftalmologia italiana Associazione medici oculisti italiani (Soiamoi) per proteggere al meglio i nostri occhi d’estate occorre seguire queste 7 semplici cautele:

  1. Attenzione agli elastici fermapacchi. Sfuggendo alla presa possono colpire gli occhi, causando gravissime lesioni al bulbo oculare. Se si è particolarmente sfortunati, possono procurare la perdita della vista dell´occhio traumatizzato.
  2. Chi ha subìto di recente interventi agli occhi, deve evitare il bagno in acque inquinate e prestare molta attenzione alle meduse. Le ustioni prodotte dal loro liquido urticante possono provocare conseguenze gravissime, specie se l´intervento chirurgico ha interessato la cornea. Prima di prenotare una vacanza, è bene consultare il proprio oculista.
  3. Occhiali da sole obbligatori anche sulla neve, meglio se a specchio. Riverbero ed eccessiva luminosità ambientale possono provocare irritazione alla cornea e alla congiuntiva.
  4. Mai strofinarsi gli occhi se vi entra la sabbia. Lo sfregamento ha l´effetto di carta vetrata sulla cornea, danneggiandola e aumentando il bruciore. Meglio sciacquare delicatamente l´occhio con acqua dolce e, se il disturbo non passa, consultare un oculista.
  5. Meglio indossare gli occhialetti durante i bagni in piscina. Il cloro e i batteri sono i primi indiziati nelle irritazioni che interessano gli occhi.
  6. Mai mettersi alla guida quando si è stanchi e fare particolare attenzione alle situazioni critiche quali pioggia, foschia, luce crepuscolare e nebbia. I lunghi viaggi stancano gli occhi, anche di chi ha una buona vista, e l´attenzione prolungata richiede ogni 3-4 ore un certo periodo di riposo.
  7. Non esporre un bambino appena nato a luci troppo violente quali quelle della spiaggia o della montagna. E´ bene proteggere i piccoli con ombrellini parasole e capellini con visiera.

Le cautele consigliate dall’ Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità
L’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti del sole, in assenza di adeguata protezione, è dannosa a livello oculare così come lo è per la pelle. Uno dei problemi più comuni è legato all’esposizione in luoghi con molto riverbero (spiaggia o piste da sci), dove si può essere vittima della cheratocongiuntivite attinica, un’infiammazione acuta che colpisce sia la congiuntiva sia la cornea, con sintomi quali lacrimazione, dolore, gonfiore alle palpebre, sensazione di sabbia negli occhi, vista annebbiata o ridotta.  Se i sintomi sono questi è necessario recarsi dall’oculista, il quale verificherà se si è contratta qualche malattia e, in caso positivo, dovrà somministrare una terapia adatta. Si tratta, comunque, di un disturbo lieve, che generalmente si risolve nel giro di pochi giorni senza lasciare alcuna conseguenza.
Come prevenire i disturbi oculari causati dai raggi solari?
È sempre fondamentale proteggere gli occhi mettendo occhiali scuri dotati di filtri a norma di legge. In particolare, gli occhiali da sole avvolgenti sono quelli che meglio proteggono gli occhi perché bloccano i raggi nocivi provenienti anche lateralmente. Inoltre, un cappello a tesa larga offre un certo grado di protezione. Bisogna ricorrere a tali protezioni in tutte le situazioni in cui ci sia una forte esposizione ai raggi ultravioletti (mare, montagna o lampade abbronzanti). Qualora compaiano fastidi – quali bruciore, rossore e fotofobia (intolleranza alla luce), visione offuscata, macchie scure sulla parte bianca del bulbo (simili a nei) – è consigliabile recarsi dall’oculista che, una volta formulata l’esatta diagnosi, prescriverà la terapia idonea.
A quali terapie si può ricorrere da soli?
Per automedicazione si possono usare in abbondanza le lacrime artificiali, sapendo però che non sono sempre efficaci. Può essere inoltre opportuno utilizzare dei colliri, ma per il tipo specifico è necessaria una diagnosi precisa. Infatti è importante evitare di usare prodotti senza cognizione di causa perché, in presenza di una cheratocongiuntivite (congiuntivite associata a una cheratite), l’uso di un collirio errato potrebbe persino peggiorare il quadro clinico.
Cosa avviene se si fissa il sole?
Se lo si fissa troppo a lungo si rischia di contrarre la cosiddetta “maculopatia fototraumatica“: purtroppo si tratta di un danno irrimediabile, poiché a causa dei raggi ultravioletti non filtrati si genera una cicatrice sulla retina nella zona maculare (area centrale della retina deputata alla visione dei volti, alla lettura, alla guida, ecc.). Le conseguenze possono essere anche molto gravi, con perdita temporanea o permanente della visione centrale (ad esempio una macchia al centro del campo visivo perché la retina è stata danneggiata). Non sono possibili terapie specifiche che permettano di recuperare il danno. Perciò una raccomandazione tanto fondamentale quanto ovvia è quella di non guardare mai direttamente il sole. Nel caso in cui lo si voglia osservare – ad esempio quando si verifica un’eclissi solare – è necessario fare uso di filtri speciali.
Che dieta è consigliabile?
È opportuno consumare molta frutta (soprattutto arancia, kiwi e albicocche), verdura (peperoni, pomodori, carote,vegetali a foglia verde come lattuga e spinaci) e seguire una dieta povera di grassi. Può essere utile – in soggetti affetti da distrofie retiniche – l’assunzione di complessi multivitaminici (contenenti vitamina A, C ed E, ma anche selenio, zinco e luteina). Il fine è ridurre ulteriormente lo stress ossidativo e proteggere le cellule della retina.
Inoltre, è consigliabile mangiare spesso pesce perché contiene omega-3 e omega-6, acidi grassi che hanno dimostrato avere un effetto protettivo sulla macula. È sempre importante bere molta acqua – se possibile anche facendo ricorso a specifici integratori di sali minerali – perché le elevate temperature determinano una disidratazione maggiore e anche l’occhio può soffrirne. La conseguenza più comune è l’aumento della presenza delle cosiddette ‘mosche volanti’ ovvero dei corpi mobili, addensamenti proteici sospesi all’interno del corpo vitreo che proiettano la loro ombra sulla retina, causando qualche fastidio nella visione quando lo sfondo è chiaro (tuttavia sono innocui). Nei casi limite, invece, il corpo vitreo può – in seguito a notevole riduzione del suo volume – andare incontro a distacco (tecnicamente chiamato “distacco posteriore del vitreo”).

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Redazione Staibene

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