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Il rosmarino mette il “turbo” al cervello

Uno studio ne dimostra le proprietà  contro gli effetti dei radicali liberi. Una difesa contro Alzheimer, ictus e invecchiamento

Uno scudo naturale per il cervello. Una difesa contro i danni che provocano i radicali liberi, le scorie normalmente prodotte dal nostro organismo, l’invecchiamento, l’ictus e l’Alzheimer. Tutto questo sarebbe una delle erbe più diffuse sulla tavola, il rosmarino. Lo sostengono le conclusioni di uno studio condotto da ricercatori giapponesi e americani, secondo cui i meriti sarebbero di una sostanza: l’acido carnosico.

I risultati sono stati illustrati in due diverse pubblicazioni sul “Journal of neurochemistry” e su “Nature reviews neuroscience”. Nei modelli animali, il gruppo di ricercatori guidato da Takumi Satoh dell´Iwate university del Giappone e da Stuart Lipton del Burnham Institute di La Jolla (Usa) hanno trovato che l´acido carnosico si attivava in presenza del danno dei radicali liberi, e rimaneva invece inattivo se non necessario.

 

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“E questo”, spiega Lipton, “è esattamente il meccanismo richiesto in un farmaco: un nuovo tipo di sostanze in grado di attivare le difese del nostro stesso corpo. Nel caso di quella contenuta nel rosmarino, ci sarebbe un vantaggio in più: sarebbe sicura e clinicamente tollerata perchè presente in un´erba naturale che l´uomo consuma da centinaia di anni”.

Il rosmarino infatti, è noto fin dal Medioevo per le sue doti terapeutiche, in particolare per la sua azione sul sistema nervoso e come anti-nausea. E ciò gli ha permesso di entrare a far parte della medicina tradizionale europea. Finora però non si conosceva il meccanismo chimico coinvolto nel suo effetto. Su questa linea, Satoh e Lipton hanno registrato un brevetto negli Stati Uniti, oltre che per il rosmarino, per un´intera serie di nuovi composti che mostrano effetti terapeutici.
“Attraverso la scoperta di nuove sostanze”, aggiunge Satoh, “si può fare di più per proteggere il cervello da malattie terribili come l´Alzheimer e la sclerosi laterale amiotrofica. Forse perfino rallentare gli effetti del naturale invecchiamento”.

 

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Naturale dunque che la nutraceutica moderna abbia riscoperto le ricette a base di rosmarino che, dai cibi cucinati alla cacciatora, fino al condimento di con torni come patate al forno e legumi, siano tornati al centro dei consigli degli chef sensibili al buongusto ed alla salute.

Redazione Staibene

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