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Il formaggio? Non sempre fa male al cuore

Uno studio spezza una lancia a favore di quelli stagionati. A patto che…

I formaggi, spesso demonizzati per l´alto contenuto di acidi grassi saturi (dannosi per le arterie e per il cuore), potrebbero essere riammessi nell’alimentazione anche di coloro che devono tenersene alla larga per motivi di dieta e di salute. La notizia arriva da uno studio molto importante da poco pubblicato dalla rivista scientifica “Medical Hypotheses”, a proposito del cosiddetto “paradosso francese”: il fenomeno per il quale in Francia la mortalità per malattie cardiovascolari è fra le più basse al mondo nonostante questa popolazione sia tra i maggiori consumatori mondiali di formaggio.

 

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Lo studio

Come spiega la nutrizionista Carla Favaro sulla rivista “L´Attendibile” di Assolatte, l´Associazione dei produttori italiani lattiero caseari, lo studio ha cercato di capire il motivo di questo paradosso. Sono state prese in considerazione varie ragioni che possono contribuire a proteggere il cuore in caso di un elevato consumo di grassi saturi: il vino rosso e gli antiossidanti che contiene, il fatto che i francesi consumano porzioni di cibi più contenute rispetto per esempio agli italiani, praticano esercizio fisico regolarmente, mangiano più frutta e verdura.

Dove risiederebbe, allora, il segreto dei francesi? Nei formaggi a lunga stagionatura, che avrebbero un impatto più favorevole sulla tolleranza al glucosio, la steatosi epatica e lo stress ossidativo del tessuto adiposo rispetto a formaggi di stagionatura più breve. A proteggere il cuore dei cugini d´Oltralpe ci sarebbero in particolare i formaggi erborinati e quelli a crosta fiorita come gorgonzola, Roquefort, Camembert. E il merito sarebbe dei sostanze particolari, peptidi bioattivi, che hanno effetti positivi sul sistema cardiovascolare.

 

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I formaggi e la dieta

In conclusione, come dobbiamo comportarci allora? Possiamo mangiare tutti i giorni formaggi senza preoccupazioni? La risposta è no, almeno fino a quando la ricerca scientifica non chiarirà tutti i dubbi. Nel frattempo consideriamo che nella dieta c’è posto anche per loro, ma con moderazione.

Proprio per facilitarvi le cose, ecco una classifica che potrà risultarvi utile a regolarvi a tavola con i latticini freschi, dal meno calorico al più calorico:

  1. fiocchi di latte: 115 calorie in 100 g, con 7,1 g di grassi;
  2. ricotta di vacca: 146 calorie in 100 g, con 10,9 g di grassi;
  3. ricotta di pecora: 157 calorie in 100 g, con 11,5 g di grassi
  4. fiordilatte: 268 calorie in 100 g;
  5. mozzarella di bufala: 288 per 100 g;
  6. crescenza: 281 per 100 g.

 

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Redazione Staibene

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