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Gravidanza: come partorire con meno dolore e senza anestesia

Partorire in ginocchio, non cambia la durata del travaglio, ma è meno doloroso.La ragione, spiega un’indagine diretta da Inga Ragnar della University of Malardalen, a Vasteras, in Svezia

Secondo le Sacre Scritture, la  gravidanza di una donna soggiace alla predizione biblica del libro della Genesi dopo che Eva ha mangiato il frutto proibito: “Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli”.

Ebbene, una ricerca della University of Malardalen, a Vasteras, in Svezia, e pubblicata sulla rivista BJOG, pare abbia accertato che qualcosa è cambiato nel modo di partorire anche senza ricorrere nè a farmaci, nè ad anestesia, nè a pratiche di autosuggestione.

Di che si tratta? Semplicemente di una postura che, se vogliamo restare in tema biblico,  ha molto a che vedere con le Sacre Scritture, perchè  si tratta  della posizione in ginocchio, la stessa che un credente assume  nell’atto della preghiera.

E quale preghiera più opportuna potrebbe esserci se non quella di chi implora di ridurre il dolore delle doglie?

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La ricerca dell’Università svedese

Secondo lo studio condotto dalla ricercatrice  Inga Ragnar  accademica dell’università svedese, infatti, partorire in ginocchio non cambia la durata del travaglio, ma è meno doloroso.

La ragione secondo la ricercatrice sta nel fatto che la posizione in ginocchio, rispetto a quella da sedute o supine favorirebbe contrazioni più efficienti.

 

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Per arrivare a questa conclusione la ricercatrice ha condotto una sperimentazione che ha coinvolto  poco meno di 300 gestanti seguite a seconda della posizione assunta durante il parto, seduta o in ginocchio.Ed  ognuna di esse è stato dato un questionario da compilare dopo il parto nel quale  registrare l’esperienza vissuta.

Ebbene, quelle che hanno partorito da sedute hanno sentito più dolore e disagio e senso di vulnerabilità, rispetto a quelle che avevano partorito in ginocchio.

Probabilmente la posizione in ginocchio offre maggiore libertà di movimento e flessibilità e riduce la pressione esercitata sulla zona lombare durante le contrazioni.

La cosa più importante riguarda però il  nascituro. I ricercatori non hanno registrato alcun effetto negativo.

 

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Redazione Staibene

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