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Gli adolescenti e il sonno: a scuola più tardi per imparare meglio?

sonnolenza

I ragazzi adolescenti devono dormire di più per rendere meglio a scuola? La domanda rimbalza da qualche anno tra le scuole di due continenti, gli Stati Uniti e l’Europa, con tanto di studi, dibattiti e esperimenti diretti a ritardare l’orario di inizio delle lezioni a scuola per consentire ai ragazzi di dormire le fatidiche 8 ore per notte.

Va detto subito che il dibattito si sviluppa in modo difforme tra i Paesi anglosassoni ed i paesi latini per il semplice fatto che i primi hanno abitudini ed orari di vita scolastica del tutto differenti dai secondi. Negli Stati Uniti e in Inghilterra, per esempio, i ragazzi iniziano le lezioni alle 7,30 del mattino, in Italia quasi mai prima delle 8,30.

Eppure qualche esperimento di ritardo degli orari di inizio delle lezioni a scuola arriva anche in Italia, a seguito di sperimentazioni ben più ampie fatte in Gran Bretagna e negli Usa.

 

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Gli adolescenti e il sonno

Esiste una sterminata letteratura a testimonianza della necessità che gli adolescenti più che gli adulti dormano almeno otto ore per notte, meglio sarebbe 9 ore, per evitare conseguenze negative e acquisire maggiori vantaggi sia in termini di rendimento che di umore.

Sono tanti inoltre gli studi da cui risulta che la mancanza di sonno contribuisce all’insorgere di diversi problemi di salute. Secondo l’American Academic Pediatric Association (AAP) gli adolescenti che non riposano abbastanza rischiano di essere in sovrappeso, soffrono di depressione, di disturbi di ansia ed abusano di sostanze eccitanti come caffè, alcol, tabacco. Fattori che non solo compromettono il rendimento scolastico, ma aumentano anche il rischio di incidenti stradali in auto, in moto, in bicicletta.

Un altro studio condotto su 300 adolescenti dall’Università australiana di Adelaide ha dimostrato che la tendenza crescente dei ragazzi a ritardare l’orario del sonno potrebbe predisporre all’insorgere dell’insonnia che, tra ragazzi di 12 e 18 anni, può provocare depressione e ansia.

Altri ricercatori ancora, questa volta della Columbia University e della University of North Carolina, dopo aver esaminato i dati relativi alla salute di oltre 10 mila ragazzi americani tra i 16 e i 21 anni, hanno dedotto che gli adolescenti che dormono meno di sei ore a notte avranno il 20% di probabilità in più di essere obesi dopo i 20 anni.

 

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I vantaggi per i ragazzi che dormono di più

Fin qui i danni procurati dalla carenza di sonno. Ed i vantaggi?

Liborio Parrino, responsabile del Centro del Sonno dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma e presidente dell’Associazione italiana di medicina del sonno (Aims) è convinto che ci siano e siano anche molto evidenti. “Se gli alunni sono più svegli – afferma – anche le loro performance saranno migliori.

C’è già una base scientifica a dimostrarlo. Uno studio americano, che si è basato su un esperimento simile a quello proposto nel Regno Unito, ha dimostrato che posticipare l’inizio delle lezioni migliora il rendimento scolastico del 64 per cento”.
L’affermazione sembrerebbe corroborata anche da alcuni studi. L’Università del Minnesota per esempio ha condotto una ricerca – finanziata dal Centers for Disease Control and Prevention – su 9 mila studenti delle superiori in cinque distretti di Colorado, Wyoming e Minnesota, dimostrando che nelle scuole superiori che hanno posticipato l’inizio delle lezioni dalle 7:30 alle 8:30, più del 60 per cento degli studenti è riuscito a dormire almeno otto ore per notte con una conseguente diminuzione del 70 per cento degli incidenti stradali tra i giovani dai 16 ai 18 anni di età.

 

Spostare in avanti l’orario di inizio delle lezioni

Il dibattito in corso nel mondo anglosassone conduce ad un vasto movimento teso a ritardare l’inizio delle lezioni scolastiche del mattino per far dormire di più i ragazzi. Per l’anno scolastico 2016-2017 cento scuole inglesi hanno posticipato di due ore l’inizio delle lezioni nell’ambito del progetto “Teensleep dell’Università di Oxford che ha come obiettivo quello di valutare se, con questo cambio di orario, il rendimento scolastico degli studenti può migliorare o meno.

L’associazione dei pediatri americani ( AAP) ha ufficialmente avanzato una proposta in tal senso partendo però dalla constatazione che il 70% degli adolescenti americani dorme meno del necessario. In Italia le cose non sembrerebbero stare in questo modo perchè le lezioni iniziano 1 ora più tardi rispetto agli Usa. Ciò non toglie che a Biella il Preside di un liceo scientifico abbia avanzato la proposta sostenendo, in base a studi dei fisiologi inglesi Russell G. Foster e Till Roenneberg, che «per un adolescente alzarsi alle 7 è come per un adulto svegliarsi alle 5».

 

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Non basterebbe andare a dormire un’ora prima?

Ma a ben vedere, se l’obiettivo è di far dormire di più i ragazzi, perché ritardare l’orario di inizio delle lezioni scolastiche quando sarebbe sufficiente andare a letto un’ora prima per ottenere lo stesso risultato?
La risposta che il dott Parrino ha dato a La Stampa è quasi una resa sociologica senza condizioni: «Più facile a dirsi che a farsi. Essere gufi, quando si è molto giovani, è un must. E poi ammettiamolo: è proprio la nostra società a spingere a ritardare l’ora del sonno, a cominciare dai programmi in prima serata che vanno in onda sempre più tardi. A mio avviso, quindi, la scuola non può far altro che adattarsi e offrire ai ragazzi una più ampia finestra per il risveglio. Invece, si insiste a mantenere sempre i tradizionali orari anche se la società non è più come quella di una volta. E – conclude – visto che non possiamo obbligare il nostro orologio biologico a cambiare, allora possiamo modificare i tempi dei nostri impegni. In primis, quelli imposti dalla scuola».

 

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Bruno Costi

Direttore Responsabile Staibene.it

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