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Fibrillazione atriale: quando il battito è irregolare

E’ una patologia che provoca l’accelerazione o il rallentamento della frequenza cardiaca, ma nonostante ne soffrano 850 mila pazienti in Italia, è poco conosciuta. Eppure questo difetto del cuore aumenta di ben cinque volte la possibilità di essere colpiti da un ictus. Scopriamo insieme cos’è, come si manifesta e come si cura questa anomalia del ritmo cardiaco

La fibrillazione atriale è una malattia che provoca l’accelerazione o il rallentamento eccessivo della frequenza cardiaca di solito associate alla irregolarità del battito. E’ l’anomalia del ritmo cardiaco più diffusa tra le persone adulte: ne è affetto un individuo su quattro di età superiore a 40 anni. La malattia è determinata da disordini della propagazione dei segnali elettrici che regolano la contrazione cardiaca, anomalia che compromette l’efficacia del pompaggio del sangue del muscolo cardiaco, causando la contrazione rapida e irregolare delle camere superiori del cuore, detti atri, e provocando in questi ultimi un ristagno di sangue che di conseguenza non può essere pompato in maniera corretta nelle camere inferiori del cuore, ovvero i ventricoli.
La fibrillazione atriale colpisce più di nove milioni di persone solo fra Unione Europea e Stati Uniti, in Italia ne sono affette 850 mila persone ma è un fenomeno ancora poco conosciuto nell’opinione pubblica. Va ricordato che la più pericolosa complicanza che deriva dalla fibrillazione atriale: l’ictus cerebrale.

I sintomi
Se i sintomi più comuni della patologia sono in alcuni casi difficili da identificare, perché molto comuni e per questo troppo spesso sottovalutati (per esempio palpitazioni, vertigini, dolore al torace, affanno e stanchezza ), la presenza di alcune patologie di cui si è sofferto in passato rappresenta un rischio elevato ad ammalarsi di questa patologia. Le malattie che mettono più a rischio sono:

  1. Ipertensione
  2. Obesità
  3. Diabete
  4. Ipertiroidismo
  5. Eccessivo consumo di bevande alcoliche

La fibrillazione atriale è una malattia che può incidere in maniera molto negativa sulla qualità di vita delle persone, perché scatena stati di ansia che possono compromettere che tendono a peggiorare nel tempo e che possono portare a stati depressivi, abulia e irritabilità anche nella gestione di situazioni che comportano un minimo sforzo fisico o emotivo. Un esempio? Un viaggio.
Non solo la fibrillazione atriale essendo asintomatica contribuisce a tardare una diagnosi tempestiva che arrivi a un trattamento clinico adeguato.
Circa un italiano su sei non è a conoscenza del fatto che la patologia accresce di ben cinque volte la possibilità di essere colpiti da un ictus, con un impatto letteralmente devastante per la salute dell’individuo: la metà dei pazienti perde la vita entro 12 mesi, mentre la probabilità di invalidità è del 60%.

(Fonte: Censis – “La Fibrillazione atriale: diffondere le conoscenze e migliorare le cure”)

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Redazione Staibene

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