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Elettromiografia

Effettua una diagnosi di tutte le malattie del sistema nervoso periferico

analisi strumentali

L’elettromiografia è una tecnica di indagine diagnostica impiegata soprattutto nell’ambito della neurologia, nella diagnosi di tutte le malattie del sistema nervoso periferico. E’ utile per verificare lo stato di salute dei nervi e dei muscoli di una determinata zona del corpo. E’ una tecnica molto usata in neurologia, ma anche in ortopedia, in medicina interna, in urologia e reumatologia.

A cosa serve

Le malattie per le quali viene richiesta l’elettromiografia sono:
Le compressioni del nervi periferici, come nella sindrome del tunnel carpale, che colpisce il nervo mediano del polso;
tutte le forme di lombo sciatalgia o cervicobrachialgia su base artrosica discale (dovuta a ernie e protrusioni) e post-traumatica come nel caso del “colpo di frusta” in cui può verificarsi un danno delle radici nervose a livello della colonna vertebrale;
le neuropatie periferiche come quelle causate dal diabete, dall’alcolismo o dall’esposizioni a sostanze tossiche;
le malattie muscolari (chiamate miopatie) e le lesioni traumatiche dei tronchi nervosi, come può avvenire nelle lussazioni della spalla o in caso di fratture ossee. L’elettromiografia è fondamentale nella diagnosi di malattie neurologiche meno frequenti come la miastenia grave, la sclerosi laterale amiotrofica e le neuropatie ereditarie.

Come prepararsi e come si svolgono i test

Per eseguire una elettromiografia non è necessaria alcuna preparazione specifica, a parte evitare di spalmarsi creme sulla pelle perché, altrimenti, gli elettrodi non si attaccano bene alla cute. Se ci sono referti precedenti è sempre bene portarli con sé. Comunque per una corretta valutazione dell’eventuale lesione neuro-muscolare, è preferibile eseguire l’esame non prima di 15-20 giorni dalla comparsa dei sintomi.
L’elettromiografia di base dura in media 20-30 minuti e può variare a seconda del numero di nervi e muscoli esaminati necessari. Al termine dell’esame la persona può immediatamente tornare a casa e alle proprie abitudini. Il 95% delle persone che esegue l’eletromiografia la definisce “fastidiosa”, ma non dolorosa.
L’indagine si articola in due momenti:
1) l’elettroneurografia che è un test non invasivo, che attraverso una stimolazione elettrica eseguita lungo il percorso dei nervi e la registrazione delle risposte, grazie agli elettrodi posizionati sulla cute, permette di studiare le caratteristiche della conduzione delle fibre nervose motorie e sensitive (per esempio la velocità di conduzione, cioè la capacità con cui lo stimolo arriva al muscolo).
2. l’elettromiografia propriamente detta, che grazie all’uso di elettrodi ad ago monouso inserii nella pelle, consente di registrare l’attività elettrica generata dal muscolo sia in condizioni di riposto, sia durante la contrazione.
Quando il muscolo è a riposo si ha il “silenzio elettrico”, cioè non si rilevano potenziali elettrici. Se, invece, il “silenzio elettrico” viene turbato da potenziali brevi e poco ampi, all’altoparlante si sente un picchiettio, simile al rumore della pioggia quando cade sui tetti di metallo, significa che c’è un’alterazione.

I valori di riferimento

Il risultato dell’elettromiografia è un referto medico, cioè un documento che contiene una diagnosi, i commenti e le osservazioni del medico. Insieme al referto viene consegnato il tracciato emesso dall’elettromiografo.

Redazione Staibene

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