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Disturbi per sole donne? Ecco le regole per ogni situazione

Il decalogo delle regole fai-da-te elaborato dai medici per contrastare problemi tipicamente femminili come dismenorrea, insonnia o gonfiore alle gambe.

I disturbi femminili  sono spesso trascurati dalle stesse donne: complicano la vita di tutti i giorni, sono sgradevoli e fastidiose. Ma colpiscono in maniera diffusa e vanno fronteggiate con gli strumenti più adeguati.

Stiamo parlando di dismenorrea, insonnia, gonfiore alle gambe: problemi che le donne conoscono bene, che spesso trascurano ma che si possono contrastare efficacemente ricorrendo al fai-da-te  corretto o, come lo chiamano i medici, all’automedicazione.

 

Cosa può fare l’automedicazione per le donne

L´Associazione nazionale dell´industria farmaceutica dell´automedicazione (Anifa) suggerisce a questo proposito un decalogo, fatto di piccole ma importanti accortezze per migliorare la qualità  della vita senza correre pericoli.

 

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Leggere sempre il foglietto illustrativo –  La  prima regola è la più semplice e spesso la più trascurata: la lettura del foglietto illustrativo di qualsiasi farmaco. Secondo il Decalogo dell’Anifa è anzitutto fondamentale attenersi a quanto riportato dal foglietto illustrativo, ma anche procedere con percorsi di cura semplici e di breve durata.

Attenzione a gravidanza e allattamento –  Si deve quindi avere particolare attenzione durante la gravidanza o l´allattamento e alle eventuali interazioni con altri farmaci.

Controllare la scadenza dei farmaci –  Bisognerebbe controllare sempre la data di scadenza, ed evitare accuratamente di assumere un farmaco se la scadenza è trascorsa. Il rischio è,nella migliore  una reazione aversa, nella peggiore, un effetto contrario alla terapia.

Conservare i farmaci correttamente – Normalmente in ogni casa c’è un cassetto, un armadietto, uno scaffale nel quale riponiamo i farmaci che ci vengono prescritti nell’arco delle stagioni. Ma non sempre e non tutti i farmaci vanno conservati in questo modo. Ce ne sono alcuni che vanno tenuti ad una determinata temperatura, generalmente più fredda; altri che devono essere messi al riparo da fonti di calore dirette, come può essere un termosifone vicino all’armadietto dove riponiamo i farmaci. Anche in questo caso l’attenta lettura del foglietto illustrativo permette di apprendere il modo esatto di conservazione di ogni farmaco.

 

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No al farmaco consigliato dall’amico – Non bisogna utilizzare farmaci che non si conoscono soltanto perchè consigliati da non esperti e non assumere mai farmaci che necessitano di controllo medico.

Tenute ben presenti queste accortezze, l´automedicazione può dimostrarsi risolutiva per quel 10% di donne che è costretto a perdere almeno un giorno di studio o di lavoro al mese a causa dei forti dolori mestruali; o per quel 59% della popolazione femminile che soffre di mal di testa; o, infine, per le donne che soffrono di insonnia (il 60% della popolazione colpita).

“Ogni donna”, spiega Ornella Cappelli, presidente Associazione italiana donne medico, “per non farsi cogliere impreparata dalla dismenorrea dovrebbe portare con sé degli antinfiammatori non steroidei, come l´acido acetilsalicilico, l´ibuprofene, il naprossene sodico, il ketoprofene”.

Più in generale, sono utili anche i “tonici a base di aminoacidi, come la glutammina, sostanze capaci di stimolare la produzione di globuli rossi, come l´ematoporfirina o stimolatori, come la carnitina e la cobamamide, per combattere l´affaticamento fisico e intellettuale, ma anche valeriana, melatonina, antistaminici come la prometazina e la difenidramina per la cura dei disturbi del sonno”.

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Redazione Staibene

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