• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero
3.188 visite

Colonscopia

Verifica l’esistenza di coliti ulcerose, diverticoli, tumori all’intestino

analisi strumentali

La colonscopia è un esame diagnostico che consente al medico di osservare l’interno del grosso intestino, il colon. L’indagine viene eseguita utilizzando un endoscopio, che è un lungo tubo flessibile alla cui estremità si trova una luce e una telecamera. L’endoscopio, che ha un diametro approssimativamente uguale a quello di un dito indice risale attraverso l’ano e esplora l’interno del colon.

A cosa serve

Con al colonscopia il medico può individuare o escludere al presenza di malattie e viene consigliata in presenza di questi sintomi: dolori addominali;  stitichezza; diarrea; presenza di sangue nelle feci, evidente o in forma occulta (diagnosticata con un apposito esame di laboratorio sulle feci); in presenza di anemia (carenza di globuli rossi).
Inoltre l’esame può essere eseguito a scopo di screening dopo i 40 anni o più in persone che hanno un familiare che ha sofferto di tumore al colon. A volte durante lo svolgimento dell’esame il medico può ritenere opportuno prelevare piccoli frammenti di tessuto (biopsia) che vengono successivamente inviati al laboratorio per un’analisi istologica.
La colonscopia è particolarmente utile per valutare la presenza di lesioni e anomalie come polipi, diverticoli, tumori, malattie ulcerose, come la colite ulcerosa o il morbo di Crohn.

Come prepararsi e come si svolgono i test

La colonscopia deve essere preceduta da un’adeguata preparazione poiché l’intestino può essere valutato solo in assenza di feci.
Nei tre giorni che precedono l’esecuzione si consiglia di non mangiare vegetali, frutta e formaggi, che fermentano l’intestino. Nelle trentasei ore che precedono l’esame è necessario mantenere una dieta liquida (sono consentiti acqua, tè zuccherato e brodo). Chi ha difficoltà a bere liquidi può eseguire un clistere per preparasi all’esame.
Due giorni prima dell’esame devono essere presi farmaci purganti che puliscono l’intestino. Il giorno dell’esame è necessario essere a digiuno. Il paziente viene fatto sdraiare sul fianco sinistro con le gambe piegate verso la pancia, la sonda viene inserita nell’ano e, nel suo percorso, può provocare un leggero fastidio. L’indagine dura in media tra i 15 e i 30 minuti.
Nel caso di intestino molto tortuoso, lungo o in presenza di aderenze potrebbero essere somministrate piccole dosi di farmaci sedativi, antispastici o antidolorifici. Per questo motivo è consigliabile avvertire il gastroenterologo di eventuali allergie ai farmaci.
Durante l’esame è importante rilassare la muscolatura addominale. Una volta terminato l’esame, occorre attendere 30 minuti prima di alzarsi.

I valori di riferimento

Il risultato della colonscopia è un referto medico insieme alle immagini della parte esaminata. Di solito contiene osservazioni sui seguenti parametri:
sulla canalizzazione, ossia sulla transitabilità all’interno dell’intestino; sulla plicatura interna, sulle pieghe trasparenti a forma di semiluna di cui è composto il colon; sull’aspetto della mucosa e della tram venosa del colon; sull’aspetto e dimensioni di eventuali polipi (sede, numero, profondità, sanguinanti o meno), di lesioni ulcerose, di stenosi, cioè di restringimenti per malattie infiammatorie o tumori.

 

Redazione Staibene

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}