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“Cisti, vi spiego come affrontarle”

Una piccola pallina sotto pelle che nel tempo può aumentare di volume, infiammarsi e infettarsi. Può trattarsi di una cisti. Come riconoscerla? Quando intervenire e come? Tutte le risposte

Ci si sveglia una mattina con una piccola pallina sotto pelle, un rigonfiamento fastidioso che nel tempo può aumentare di volume e magari infiammarsi e infettarsi. Può trattarsi di una cisti. Come riconoscerla? Quando intervenire e come? Quale metodica chirurgica è più valida? Lo abbiamo chiesto al Professor Marcello Monti, responsabile di Dermatologia dell´ Istituto Humanitas di Rozzano e Professore di Dermatologia dell’Università degli Studi di Milano.

 

Come si diagnosticano le cisti cutanee?


“Innanzitutto dobbiamo distinguere  fra due tipi di queste escrescenze: quelle infundibulari, (impropriamente definite cisti sebacee) che si riscontrano sul corpo e poi quelle che si manifestano sulla testa, definite trichillemmali. Entrambi sono simili e derivano tutte dalla crescita esagerata dell´ultima ghiandola sebacea che arriva in superficie della pelle. Non sono chiari i motivi per cui questo avvenga, spesso è dovuto a episodi traumatici oppure all´ostruzione degli sbocchi ghiandolari.”

 

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Quanto possono essere grandi?


“In genere sono abbastanza voluminose: due, tre, quattro centimetri di diametro, ma possono arrivare ad avere anche la dimensione di un mandarino. Possono essere singole o possono nascere più  una”.

 

Ci sono persone più predisposte?
“Sì e i motivi sono genetici o possono essere determinati dalla struttura cutanea. Non sono legate a malattie di altro tipo”.

 

Come si riconoscono?


Inizialmente sono delle micro palline della grandezza di un pisello, che iniziano a crescere e hanno una consistenza definita ´duro-elastica´, cioè sono compatte ma nello stesso tempo elastiche perché il tessuto si può schiacciare. Sono facilmente riconoscibili all´occhio dell´esperto perché hanno un punto depresso, che corrisponde allo sbocco della ghiandola sebacea”.

 

Quali sono le zone del corpo dove compaiono più frequentemente?

 

Sul viso, sulla schiena, sull´addome e qualche volta anche su braccia e gambe. Quelle che si producono sulla testa sono le più fastidiose, perché tendono a svilupparsi tutte esternamente a forma di cupola, a differenza di quelle che si sviluppano in altre parti del corpo che si sviluppano anche internamente, e si possono traumatizzare più facilmente, per esempio quando ci si pettina”.

 

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Le cisti possono degenerare in tumori?


No, sono assolutamente benigne. La loro capacità degenerativa è vicina a zero. Sono solo eccezioni quelle che diventano tumori. Non ci si deve preoccupare tranne che per il fatto che si possano infettare facilmente. Può succedere che una cisti che sta lì da tanto tempo, poi a causa del caldo o per un piccolo trauma,  si infiammi e diventi rossa e dolente. In questi casi si forma un vero e proprio ascesso dentro la cisti stessa. E questi ascessi sono molto fastidiosi, possono dare malessere, in alcuni casi anche la febbre e, soprattutto, sono molto difficili da trattare”.

 

Come si curano le cisti infette?


“Innanzitutto diciamo che è controproducente incidere la cisti per far uscire il pus. Il motivo? Viene spremuta solo una parte del materiale infetto, ma quello che rimane dentro dà origine a una recidiva. La cura consiste nell´iniettare un antibiotico localmente, piuttosto che per via sistemica, e eventualmente aggiungere un po’ di cortisone per sfiammare e togliere il dolore. Si procede a questa terapia due, tre volte e, dopo aver curato l´infiammazione, si procede con l´asportazione chirurgica”.

 

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Redazione Staibene

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