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Le bugie dei bambini? Non sempre sono un male

Chi sa mentire in modo convincente da piccolo ha più probabilità di farsi largo senza problemi da grande

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Le bugie dei bambini sono una realtà  innata a cui nessun genitore potrà mai opporsi se è vero che a 4 anni 4 bambini su cinque le dicono e che a 12 anni non  esiste nessun bambino che non sappia cosa siano.

Ma a differenza da ciò che comunemente  si pensa non sempre la bugia del bambino è segno di disagio, slealtà, inaffidabilità,; anzi c’è un aspetto positivo della menzogna infantile ed adolescenziale che i genitori non conoscono  e che dunque dovrebbe indurli a gestire il bambino bugiardo distinguendo quando va punito da quando no.

 

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I luoghi comuni sulle bugie

 

Le bugie non si dovrebbero dire mai, si sa. Ma sappiamo anche che tutti, prima o poi, chi più e chi meno, le diciamo. Per giunta, mentire non sempre è un fattore totalmente negativo. Quando poi la bugia riguarda i nostri figli, il discorso si fa ancora più interessante, complicato e per certi versi molto delicato. Vediamo di capire perché.

 

La capacità di mentire di un bambino
Sulla capacità di mentire e sugli effetti di questa attività sul nostro cervello, sono stati condotti decine di studi scientifici. L’ultimo in ordine di tempo riguarda i bambini piccoli.

È stato condotto dall´Università di Toronto (in Canada) e sostiene che i bimbi in grado di inventare bugie convincenti saranno cittadini di successo.

L’indagine sottolinea come la menzogna costituisca a questo stadio la prova di un cervello in via di rapido sviluppo. Nonostante, invece, la bugia sia vista comunemente come qualcosa da condannare, qualcosa che il bambino deve imparare a limitare quanto più possibile, se non proprio a eliminare del tutto.

 

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Dire bugie vuol dire saper pensare in fretta
Più la bugia è plausibile più negli anni successivi il bambino dimostrerà la capacità di pensare rapidamente e improvvisare: “I genitori non dovrebbero allarmarsi se il loro figlio dice una bugia, tutti lo fanno: quelli che hanno capacità cognitive più sviluppate mentono meglio perché riescono a nascondere le loro tracce”, spiega Kang Lee, responsabile della ricerca.

Il mentire infatti coinvolge numerose aree e processi cerebrali, come integrare l´informazione e manipolare i dati a proprio vantaggio: stando alla ricerca – condotta su 1.200 bambini di età comprese fra i 2 e i 16 anni – se il 20% dei bambini di due anni dice bugie, la percentuale sale 90% a quattro anni mentre il picco viene raggiunto a 12 anni, quando la menzogna è universale.

 

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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