• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero

1.844 visite

L’altruismo? Ha un effetto che non ti aspetti. Ecco quale

Aiutare il prossimo allunga la vita. A patto di farlo in modo sincero e del tutto disinteressato…

L’altruismo?  Considerata  finora  una nobile una virtù morale che  fa ben agli altri, da qualche tempo aggiunge al  suo prestigio un effetto che nessuno aveva mai sospettato: fa vivere più a lungo. Si,  produce addirittura longevità in chi lo pratica ma ad una condizione:  che si tratti di altruismo vero e disinteressato, se no perde qualsiasi potenza.

La tesi è di un recente studio appena pubblicato sulla rivista scientifica “Health Psychology”,  secondo cui i volontari che aiutano il prossimo vivono più a lungo, tanto più a lungo quanto più intense ed effettivamente altruistiche sono le ragioni che li sostengono in questa loro attività.

 

Non per soddisfazione personale

Nella prima ricerca di questo genere, gli scienziati hanno mostrato che la motivazione dei volontari può avere un significativo impatto sulla lunghezza della loro vita: un effetto che però si riscontra solo in coloro che dichiarano di svolgere queste attività per altruismo o per desiderio di contatto sociale. Nessuna influenza sul tasso di mortalità si ha invece in caso in cui a muovere è la soddisfazione personale.

 

Sei più egoista o altruista? Scoprilo con IL TEST

Gli scienziati hanno esaminato i dati provenienti dal Wisconsin Longitudinal Study, che ha seguito un campione casuale di 10.317 studenti dalla loro laurea a oggi, a partire dal 1957.

Il 51,6% era composto da donne, con una età media complessiva di 69 anni nel 2008. I ricercatori hanno analizzato salute fisica, status socio-economico, stato civile, fattori di rischio per la salute (come il peso o l´indice di massa corporea).

Nel 1980, gli studiosi hanno cominciato a chiedere ai soggetti se svolgessero attività volontaristiche, nel 1992 sono tornati a verificare il loro stato generale di salute e nel 2008 hanno verificato quanti di loro fossero ancora in vita.

A distanza di 4 anni, nel 1984, il 4,3% dei 2384 non volontari era morto, una percentuale simile a quella riportata nel gruppo dei volontari (4%) che avevano dichiarato di svolgere il volontariato per motivazioni di soddisfazione personale.

Un dato che corrisponde a più del doppio dei deceduti fra i volontari altruisti, che erano morti, nei quattro anni, solo per l´1,6%.

Da questa evidenza i ricercatori hanno dedotto che  la virtù altruistica determina una situazione di maggiore serenità ed appagamento elle relazioni con gli altri che evidentemente genera minori condizioni favorevoli all’nsorgenza di patologie letali.

Insomma, far del bene agli altri non fa solo bene ad essi ma anche a se stessi.

 

Leggi anche: Come decide il vero altruista

Tag:
Redazione Staibene

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}