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Dolore cronico: da dove viene, come curarlo e i farmaci inutili

Dodici milioni di italiani soffrono o sono a rischio di soffrire di dolore cronico, una patologia silenziosa dalle molte origini che rende difficile la vita ad un italiano su 5: ecco da dove viene, come curarlo e i farmaci inutili.

dolore cronico

Dodici milioni di italiani soffrono o sono a rischio di soffrire di dolore cronico, una patologia silenziosa dalle molte origini che rende difficile la vita ad un italiano su 5.

Il fatto è che, proprio in quanto le cause del dolore sono le più diverse, gli italiani “addolorati” o doloranti non sanno bene come riconoscere la causa dei loro dolori, spesso focalizzano la loro attenzione sul luogo in cui il dolore si manifesta, mentre la causa sta altrove e la terapia dunque deve essere specifica.

 

 

I numeri del problema

 

Il punto della situazione è stato fatto in occasione del Congresso internazionale di Anestesiologia organizzato dal Prof. Massimo Allegri, ricercatore presso l’Università di Parma e specialista in anestesiologia e terapia del dolore.

Ma di che si tratta?

Il dolore come malattia è tutto ciò che è cronico. Una patologia che affligge il 20% della popolazione italiana, mentre nei Paesi dell’Europa gli interessati oscillano tra il 18 e il 25%. In questa percentuale fanno parte tutte quelle persone che per tutta la vita soffrono di un dolore. Dodici milioni di italiani, quindi, sono a rischio o stanno già soffrendo di malattie “croniche”.

“Un numero devastante – aggiunge il Prof. Allegri – Nel Portogallo il costo del mal di schiena è pari all’8% del PIL. In America invece il dolore costa 600 miliardi all’anno.

 

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La classifica dei dolori degli italiani
Quando soffriamo di un dolore fisso ,scatta nella mente degli italiani un riflesso condizionato: pensiamo subito che la causa sia un tumore. Ma le cifre dicono ben altro. Infatti, se è vero che il dolore cronico è un sintomo dell’esistenza di un tumore, va anche detto che ciò è vero solo in una assoluta minoranza di casi.

“Uno degli errori che più spesso commettiamo è ritenere che alla base del dolore cronico ci sia una natura di tipo tumorale – chiarisce il Presidente del Congresso – Ma nel grande mondo del dolore cronico solo il 10% è relativo ad un tumore. Ma nel 90% dei casi questa associazione è del tutto infondata”.

E quali sono dunque le cause più frequenti di dolore cronico? Il congresso le ha elencate consentendo di stilare una vera e propria classifica dei dolori degli italiani.

Eccola:
1. Mal di schiena
2. Osteartrosi
3. Lombalgia
4. Cefalea
5. Meuropatie periferiche ( Diabete)

 

 

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Che fare?
Il dolore è generalmente sintomo di qualcosa che non va bene: un effetto di una patologia in corso. Quando invece non c’è una causa scatenante, e quindi il dolore diventa cronico, occorre parlare di terapia del dolore.

Con tale termine si intendono tutti quegli atti farmacologici, interventistici, chirurgici e cognitivo-comportamentali mirati a ridurre il dolore inutile, cioè quella sofferenza che non ha nessuna utilità nell’esserci. In altre parole, si parla di terapia del dolore quando dobbiamo trattare sia il dolore come sintomo che come malattia.

Se c’è una patologia che si può risolvere, occorre rivolgersi allo specialista di riferimento. Se invece si tratta di un dolore cronico, e quindi non più risolvibile, ci si rivolge al terapista del dolore. “Si trovano in tutta Italia – precisa il Prof. Massimo Allegri – e possono migliorare la vita anche dei più sofferenti”.

 

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I farmaci inutili
E’ molto importante, quindi, combattere il dolore non solo da un punto di vista clinico, negli interessi del paziente, ma anche da un punto di vista farmaeconomico .
Come insegna il recente caso del Pregabalin, uno dei farmaci maggiormente prescritti al mondo contro il dolore.

Questo, secondo la ricerca pubblicata dal New England Journal of Medicine, non è efficace contro il nervo sciatico, come invece si è da sempre ritenuto. In Italia si sono spesi 80 milioni di euro per questo farmaco, ma si guarda con fiducia alle nuove soluzioni terapeutiche.

 

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C’è perfino una legge contro il dolore

In Italia c’è anche una legge che si propone di tutelare chi soffre in maniera cronica. Si tratta della legge 38/2010, ma solo un medico su tre ne conosce l’esistenza.
“L’Italia – dichiara Allegri – è stato il primo Paese al mondo ad aver accolto le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Questa afferma che è un diritto di ogni cittadino non soffrire.

La legge istituisce un percorso tale che permette al paziente di avere una rete istituzionale clinica per la gestione del proprio dolore. Purtroppo però questa, applicata a macchia di leopardo.

 

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direzione staibene.it

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