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Omeopatia: vuoi curarti senza farmaci? Ecco chi può e chi non può

Le cure omeopatiche funzionano a seconda del carattere del paziente. Riconosci il gruppo al quale appartieni e scopri le patologie che rischi

Per sapere chi può curarsi con l’omeopatia, ovvero evitando i farmaci, non serve un laboratori d’analisi o un medico tradizionale ma… il carattere giusto.

Secondo i fondamenti dell’omeopatia moderna, una disciplina alla quale ricorrono  ormai più di 5 milioni di italiani é infatti il carattere di ognuno di noi che fa il successo delle cure omeopatiche.

Ed il fatto che i pazienti siano così numerosi indica già di per sè che le terapie senza farmaci funzionano, almeno per una larga fascia di patologie anche se non per tutte.

 

Ma come  capire se le cure omeopatiche funzionano
Una prima scelta riguarda la tipizzazione del paziente. E’ una scelta che fa il medico omeopata e alla quale dipende il successo della terapia. Il concetto di fondo è che ogni cura deve adattarsi alla personalità del paziente perchè è dalla sua personalità, dalla sua indole, dalla suo carattere che discendono la capacità di rispondere alle cure omeopatiche.

Come dire che una terapia omeopatica che funziona su una donna dal carattere ansioso (tipo Pulsatilla, secondo la definizione omeopatica)  può fallire su un uomo ambizioso che tende al sovrappeso ( tipo Nux Vomica).

La cosa interessante è che  il raggruppamento che l’omeopatia fa dei tipi umani associa ad ogni tipo caratteriale  i suoi rischi di salute. Sicchè basta sapere a quale tipo  costituzionale apparteniamo per scoprire a quali malanni siamo più esposti.

 

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Omeopatia: come capire a quale tipo costituzionale  apparteniamo
Nella terapia omeopatica il medico deve anzitutto capire a quale “tipo costituzionale” appartiene il suo paziente. Ne esistono decine, ciascuno caratterizzato da aspetti fisici, indole e disturbi tipici.

A essere ancora più precisi, secondo gli omeopati non esiste una costituzione pura: ognuno di noi ne ha una dominante, che risponde in modo differente alle medesime sostanze. La dinamica, insomma, è diversa rispetto alla medicina tradizionale, nella quale un determinato farmaco serve per combattere una determinata malattia.
Proviamo comunque a individuare le caratteristiche almeno di quelli più diffusi (3 prevalentemente femminili e 3 prevalentemente maschili): ciascuno prende il nome della sua “sostanza complementare”, cioè quella che viene usata per curarlo (ma che in grandi quantità gli risulterebbe dannosa).

 

Sei un tipo ansioso? Scoprilo con IL TEST

 

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Redazione Staibene

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