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Vespe e zanzare, come affrontare le punture d’insetto

D’estate si moltiplicano i rischi di essere punti dagli insetti. Dieci consigli degli allergologi per evitare uno choc anafilattico

Arriva l’estate e puntuale come  la stagione arrivano anche zanzare, vespe, api, formiche, insetti, calabroni e tutti gli abitanti di quel mondo tanto utile all’equilibrio biologico del pianeta quando fastidioso ed a volte repellente per gli uomini.

Ci conviviamo da sempre e siamo sempre sopravvissuti. Ma il rischio c’è ed è nascosto nelle punture d’insetto che il più delle volte si risolve con una bolla arrossata sulla pelle e qualche prurito. Altre volte,tuttavia, il rischio degenera e può arrivare fino allo choc anafilattico, una reazione allergica così violenta che, che se non gestita con  tempestività, può anche mandarci all’altro mondo.

Per sapere come comportarsi basta leggere quanto scrivono gli specialisti della SIAAIC, Società Italiana Allergologia Asma e Immunologia Clinica.

Cosa fanno le punture di api, vespe e calabroni

Ogni anno numerose persone vengono punte da api, vespe e calabroni. Questi insetti, appartenenti alla famiglia degli Imenotteri, quando pungono iniettano nella vittima il loro veleno.

 

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Nella maggior parte dei casi le punture si risolvono spontaneamente con arrossamento, gonfiore e bruciore locali che possono durare al massimo qualche ora.

La prevalenza delle reazioni sistemiche da punture di imenotteri risulta compresa tra lo 0.4-0.8% della popolazione  costituita dai bambini e il 5% della popolazione adulta; di queste ultime circa l’1% è di tipo anafilattico.

Se poi  vengono considerate anche le reazioni allergiche di tipo locale la percentuale arriva al 19%.

 

 

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Redazione Staibene

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