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Verdure surgelate e verdure fresche, guida alla scelta

Come regolarsi al momento di fare la spesa? Qualche consiglio

Meglio le verdure fresche o le verdure surgelate? Se avessimo fatto alle nostre nonne una domanda come questa, la risposta sarebbe stata a senso unico: le verdure fresche. Perchà fino a oggi ci avevano insegnato che i cibi freschi sono sempre più nutrienti di quelli congelati. Ora, perA?, la scienza sembra prendere in considerazione, per la prima volta, l’ipotesi contraria: non sempre gli alimenti freschi sono superiori, dal punto di vista nutrizionale, a quelli congelati. E le verdure sono un esempio.

 

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Troppo tempo sui banchi del supermercato
Secondo un recente studio britannico dell’Institute of Food Research, infatti, le verdure surgelate potrebbero contenere piu sostanze nutritive di quelle fresche acquistate nei supermercati. Colpa del tempo che ortaggi e legumi impiegano prima di raggiungere le nostre tavole. Tra deposito, trasporto e sistemazione sugli scaffali, possono trascorrere anche due settimane prima di riuscire ad assaporarli. A tutto danno di vitamine e nutrienti, fiore allA?occhiello di questi alimenti “salva salute .
Ma c’è un ma. Lo studio in questione è stato finanziato da un’azienda Usa leader nel settore degli alimenti da riporre nel congelatore. Che ha quindi tutto l’interesse a perorare la causa dei cibi surgelati.

 

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Il 45% in meno di sostanze nutritive
La ricerca sottolinea come i prodotti surgelati possano mantenere un elevato contenuto di vitamine e sostanze nutritive se vengono congelati a poca distanza dal punto di raccolta, ovvero accorciando i tempi. LA?80% dei consumatori crede che verdure e legumi freschi venduti nei supermercati vengano riposti negli scaffali in media per 4 giorni.
In realtà, possono trascorrere anche nove giorni dal momento dal loro arrivo al supermarket, a cui possono aggiungersi altri 4 in cui rimangono in bella vista nel reparto frutta e verdura. Una volta acquistati, il consumatore può temporeggiare ulteriormente prima di servirli a tavola. Cosà, nella peggiore delle ipotesi, possiamo arrivare anche a 16 giorni trascorsi dal momento della raccolta. In tal caso, rivela lo studio, i fagiolini possono perdere fino al 45% di sostanze nutritive, broccoli e cavolfiori il 25% e i piselli un piu modesto 15%. Se la cavano meglio le carote, che perdono il 10% di nutrienti.

 

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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