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Ulcera, tutti i sintomi e le cure che non sai

L’ulcera è una complicazione della gastrite. I suoi sintomi non sono chiarissimi, a volte mancano, e sono diversi tra ulcera gastrica e duodenale. Ecco come riconoscerli e fare la diagnosi.

Se vi brucia spesso lo stomaco  e avete già una gastrite, non trascuratela perchè il passo successivo è l’ulcera, cioè una ferita delle pareti dello stomaco o del duodeno che, se perfora, può essere letale.

Ricordatevene bene dunque e imparate a riconoscere i sintomi che tuttavia non sono chiarissimi e possono davvero confondersi con altre situazioni.

I sintomi dell’ulcera

Intanto il dolore: è ovviamente il primo campanello d’allarme, si presenta sotto lo sterno e può durate per alcune settimane ma poi sparire. Non sentirete più nulla per qualche tempo poi ritornerà. Nei primi due anni può accadere più volte che il dolore  appaia e scompaia.

Una seconda complicazione deriva dall’età del paziente. Per esempio bambini ed anziani spesso non presentano nessun sintomo, nemmeno il dolore ma l’ulcera c’è e nel frattempo  fa i suoi bei danni. Oppure possono presentarsi dei sintomi diversi da quelli più diffusi.

I sintomi dell’ulcera duodenale (la più frequente) sono differenti dall’ulcera gastrica o da stress.

Nell’ulcera duodenale il dolore compare sotto forma di fitte è intenso e lascia un senso di vuoto e di fame. E’ assente quando il  paziente si sveglia, compare a metà mattinata. Può presentarsi di notte e svegliarci nel cuore in pieno sonno. Può attenuarsi se si beve del latte o si ingerisce d cibo ma poi torna dopo 2-3 ore.

Nell’ulcera gastrica non c’è nessuna regola e nessun modello al  quale riferirsi. Il cibo può attenuare ma anche aggravare il dolore. A volte l’ulcera gastrica produce un rigonfiamento (edema) che impedisce il passaggio del cibo al duodeno ed allora, in quel caso, i sintomi sono  nausea, meteorismo, vomito.

Nell’ulcera prodotta dalla gastrite acuta da stress, i sintomi sono più evidenti: il vomito sarà frammisto a sangue e le feci saranno nere.

Se accade il peggio, cioè se  l’ulcera perfora le pareti dello stomaco, compare un dolore improvviso e molto intenso. Può accadere anche che il dolore sia sopportabile.

Un altro segnale è il vomito che, una volta liberato, dà un senso di miglioramento apparente.

Il dolore infine può propagarsi a tutta la zona dell’addome  fino al dorso. Se vi capita, probabilmente non riuscirete a muovervi per non accentuare il dolore. Il rimedio immediato è una borsa di ghiaccio sullo stomaco ed il ricovero immediato.

Come  scoprire se c’è l’ulcera

Per individuare con certezza un’ulcera, bisogna sottoporsi a un esame particolare chiamato gastroscopia, con cui si prelevano piccoli campioni di mucosa dello stomaco. Dalla loro analisi si scopre la presenza o meno dell’Helicobacter Pylori.

In caso di esito positivo, scatta la terapia per debellare il batterio (efficace in via definitiva nel 95% dei casi). Consiste nell’assunzione di tre farmaci per 10 giorni. Per i primi 5 giorni, mattino e sera, si prendono un antibiotico (l’amossicillina) e un inibitore della pompa protonica (l’esomeprazolo). Quindi, si sostituisce l’amossicillina con altri due antibiotici, la claritromicina e il tinidazolo, e si va avanti così per 5 giorni.

Rispetto alla terapia che si seguiva in passato (una cura di 7 giorni con due antibiotici e un inibitore della pompa protonica), questa cura è molto più efficace e ha bassissimi effetti collaterali.

Trascorso un mese dal termine della terapia, si deve verificare la scomparsa del batterio. Due le alternative: un’analisi delle feci o il breath test (test del respiro). Se l’esito permane positivo, il trattamento andrà ripetuto.

Nel caso infine in cui l’ulcera sia provocata dai Fans (i farmaci antinfiammatori non steroidei), si segue invece una cura, di durata variabile, a base di esomeprazolo.

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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