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Udito, perchè siamo diventati un popolo di quasi sordi

Aumentano i problemi di udito in Italia: 1 italiano su 7 non ha un udito normale, in totale quasi 8 milioni. Ecco le principali cause della neo sordità.

Udito, perchè siamo diventati un popolo di quasi sordi

I problemi dell’udito, per gli italiani, sono in costante aumento. In Europa, dove sono 55 milioni i cittadini che presentano deficit uditivi. Ma anche e soprattutto nel nostro Paese, dove il dato tocca gli 8 milioni di persone.

Secondo i dati diffusi  dall’Associazione italiana ricerca sordità – onlus, 1 adulto italiano su 7 non ha un udito normale, 1 adulto su 6 ha un difetto uditivo tale da creare problemi nella vita quotidiana, 1 adulto su 10 ha una perdita uditiva per la quale è raccomandabile un dispositivo uditivo.

I problemi uditivi sono in costante aumento, e colpiscono circa il 12% della popolazione italiana e non riguardano solo gli anziani.

Nella fascia dei bambini al di sotto dei 3 anni l’1% (20 mila bambini) è colpito da problemi uditivi; il 2% dei bambini dai 4 ai 12 anni (100 mila persone) presentano proble; nei soggetti tra i 13 e i 45 anni si giunge al 10% (1 milione e 40 mila), e si arriva al 25% delle persone tra i 61 e gli 80 anni (2 milioni e 884 mila) mentre il 50% degli ultraottantenni (1.300.000) presentano sordità.

A questi si aggiungono circa 900 mila persone con disturbi uditivi di varia natura.

Altissimi anche i costi sociali: 480 milioni di euro annui per la fascia al di sotto dei 12 anni e di 10 miliardi di euro annui per la fascia sopra i 12 anni.

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 Perchè aumentano  le persone che non ci sentono

Il  70% dei deficit uditivi a carico dell’orecchio interno,  sono causati da farmaci che indeboliscono l’udito per un’azione tossica, oppure dall’età.

E’ però in aumento la schiera di coloro che, pur avendo un problema di udito grave, lo trascurano per l’imbarazzo che ancora sussiste nell’usare una protesi acustica, un rimedio, invece che può cambiare la qualità della vita, sia dal punto di vista psicologico che pratico.

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Un censimento condotto dal Dipartimento di otorinolaringoiatria, audiologia e foniatria della Sapienza di Roma insieme all’Associazione italiana ricerca sulla sordità e alla Clinica di otorinolaringoiatria del Policlinico Gemelli, ha verificato che gli effetti tossici dei farmaci sull’udito sono più numerosi di quanto non si ritenesse e che sono molti i farmaci insospettabili.

Alcuni antibiotici e chemioterapici (amicacina, nemicina, trombamicina, gentamicina), a dosi elevate sono responsabili di un calo dell’udito per un’azione tossica (per questo motivo i farmaci si chiamano ototossici).

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Un´altra causa “inarrestabile” della perdita di udito è l’età. Con l’avanzare degli anni, infatti, oltre un naturale invecchiamento dell’orecchio c’è anche una graduale perdita della capacità uditiva.

Per prevenire è consigliabile adottare uno stile di vita sano, smettere di fumare e alimentarsi correttamente.

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Redazione Staibene

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