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Tutto su infusi, tisane & Co.

Depurano, sgonfiano, calmano. Stimolano la digestione, aiutano fegato e reni. Scopriamo insieme le differenze

Che siano una moda occasionale o una sana abitudine, infusi, tisane e decotti sono diventate ormai una pratica molto diffusa. Un modo naturale per depurarsi, particolarmente efficace in tempi in cui siamo “investiti” da inquinanti di ogni tipo. E non solo. A questi agenti esterni si sommano le nostre abitudini di vita sbagliate: siamo sedentari, stressati, mangiamo tanto e male. Un quadro nero per il nostro benessere, al quale potrebbero aggiungersi poi, eventuali patologie che compromettono la naturale capacità dell’organismo di disintossicarsi.
Preparare una bevanda calda, specie nelle serate invernali, non è solo un piacere, ma soprattutto una soluzione per quei piccoli problemi che ci affliggono: le erbe sprigionano nell’acqua proprietà terapeutiche e benefiche, stimolano la digestione, depurano l’organismo, favoriscono il funzionamento del fegato e dei reni.

Che differenze ci sono

Di solito si tende a considerarli modi diversi di denominare la stessa bevanda calda. E invece bevande, infusi e decotti hanno ciascuno caratteristiche ben distinte. Vediamole.

L’infuso. Si prepara come il tè: si fa bollire l’acqua, si versa in un recipiente (meglio se di porcellana) e si aggiunge la cosiddetta “droga”, lasciandola in infusione per almeno 10-15 minuti.
La tisana. Si distingue dal tè soltanto perché si ottiene mescolando due o più “droghe”.
Il decotto. Si ottiene da corteccia, germoglio o buccia di un’erba officinale. Questi ingredienti vengono messi nell’acqua fredda, per poi procedere alla bollitura.

A questo punto, imparate le differenze tra le tre tipologie di bevande, vi serve qualche consiglio pratico. Anzitutto, ricordate sempre di filtrarle con un colino e di non superare mai le dosi consigliate. Inoltre, se volete evitare il gusto amaro, usate solo il miele d’acacia: i dolcificanti bloccano infatti l’azione dei principi attivi delle erbe.

3 idee facili
1) Dal rosmarino, una mano al fegato affaticato.
Un infuso a base di rosmarino può essere un valido contributo per contrastare la steatosi epatica, vale a dire l’accumulo di grassi nel fegato, e la bocca amara. Inoltre, può darvi una mano a eliminare i calcoli biliari e a rallentare l’accumulo di acido urico nel sangue.
Mettete un cucchiaio di foglioline in 100 ml di acqua bollente, in infuso per 10 minuti. Da bere con un cucchiaio di miele d’acacia.
Come disintossicante, bevetelo ogni mattina a digiuno per 15 giorni. Per prevenire le malattie colibatteriche, dopo i pasti 2-3 volte al giorno.

2) Con il carciofo sblocchi l’intestino.
Un decotto a base di carciofo aiuta a rimettere in moto l’intestino pigro, grazie a sostanze come la cinarina e l’acido caffeico. Si realizza un decotto usando le foglie. Mettete due cucchiaini in 100 ml di acqua, fate bollire per 10 minuti, poi tenete in infusione per 15. Nelle stipsi ostinate, va preso 2-3 volte al giorno prima dei pasti.

3) La betulla tiene a bada il colesterolo.
Ottimo per depurare, un infuso a base di betulla agisce come anticolesterolo e acido urico. Ma agisce anche sul gonfiore mattutino di mani e piedi. E aumenta la diuresi. Preparatelo così: 4 cucchiaini in mezzo litro d’acqua, in infuso per 10 minuti. Dopo 5 minuti, aggiungete un cucchiaino di bicarbonato: scioglie le sostanze resinose.
Dividete il mezzo litro in 3-4 dosi giornaliere, da bere a stomaco vuoto.

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Redazione Staibene

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