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Mal di schiena, tutte le novità sulle cure più efficaci

Mal di schiena, tutte le novità sulle cure più efficaci: gli esperti internazionali hanno illustrato le ultime prospettive terapeutiche più interessanti

mal di schiena

Secondo l’Istituto superiore di sanità, più di otto italiani su cento soffrono di mal di schiena. Un esercito di 15 milioni di persone, in prevalenza di sesso femminile.

Per fare il punto sulle cure e le prospettive terapeutiche dei problemi che coinvolgono la colonna vertebrale (dall’ernia del disco alle lombalgie in generale, alla stenosi e ad altri disturbi come la cervicale), si sono riuniti a Roma specialisti di tutto il mondo in occasione di un convegno internazionale di ortopedia.
Autotrapianto di cellule
Il comune mal di schiena è spesso causato dalla perdita di acqua da parte del disco intervertebrale, fenomeno che può causare anche l´ernia. La vertebra viene in questo modo a perdere il suo “ammortizzatore” naturale. Per ovviare a questo inconveniente, oggi è possibile prelevare, senza incisione chirurgica, cellule di cartilagine dal nucleo polposo del paziente che si trova nella parte interna del disco intervertebrale. Queste cellule vengono poi rigenerate in vitro e reinnestate al paziente stesso. Una sorta di autotrapianto: infatti il nome tecnico è “innesto di condrociti autologhi”. Le cellule vengono reimpiantate dopo 60-90 giorni.

 

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Le altre tecniche
Più comuni, ma comunque efficaci, sono anche l´asportazione dell´ernia del disco senza incisione chirurgica, la decompressione del disco con radiofrequenze, l´uso del laser.

La prima si chiama “discectomia percutanea” e consiste in una tecnica endoscopica che consente un diretto controllo visivo dell´ernia. I risultati sono più che soddisfacenti, con percentuali di risoluzione del problema tra il 72 e l´88%.

La decompressione del disco con le radiofrequenze si chiama invece “nuceleoplastica”. La corrente generata all´interno del disco crea una dissociazione molecolare che a sua volta fa salire la temperatura localmente tra i 50 e i 70° e determina una zona di coagulazione termica e importanti modificazioni biochimiche. Si esegue in anestesia locale e dopo attenta analisi delle indicazioni da parte del chirurgo ortopedico.

L´uso del laser consiste in una vaporizzazione e in una retrazione del tessuto colpito da ernia (Shrinkage) con conseguente decompressione della radice nervosa. L´intervento si esegue con il controllo della Tac che offre una visualizzazione diretta del nervo. I risultati positivi superano l´85% dei casi.

Altra soluzione, questa volta alla stenosi lombare, sono gli spaziatori per le vertebre: piccoli impianti di materiale plastico o in titanio che vengono applicati tra due vertebre. Hanno la forma di un rocchetto e la funzione di distanziare le vertebre con conseguente decompressione dei nervi interessati. Basta un´incisione di pochi centimetri, rivelano i chirurghi ortopedici, e dieci minuti in anestesia locale. Questi spaziatori vengono utilizzati anche nelle discopatie degenerative, cioè quando un disco è alterato, presenta fessurazioni e perdita di acqua causando mal di schiena acuto o cronico.

 

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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