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Tumori incurabili: dalla fantascienza alla realtà, la soluzione viene dal …freddo

La differenza con congelamento e crioconservazione

Che differenza c’è con il congelamento o la crioconservazione? La differenza è fondamentale: con l’ibernazione si resta vivi, con le altre due si muore. Congelamento e crioconservazione interrompono definitivamente il metabolismo e dunque la vita, provocando la morte. L’ibernazione no.

Cerri spiega che studi sulla possibilità di riprodurre una situazione di ibernazione sull’uomo sono in corso da anni. Dapprima si è partiti pensando solo alla conservazione dei tessuti umani, per esempio una parte del cuore colpita da un arresto cardiaco. Poi, in collaborazione con le agenzie spaziali, si è cominciato a studiare l’applicabilità dell’ibernazione sui viaggi spaziali, per proteggere il corpo umano dai raggi cosmici.

 

La pillola dell’ibernazione

Ma la scienza e la medicina vanno oltre. E’ stato scoperto che è possibile produrre un’ibernazione sintetica, cioè sena bisogno di un ”surgelatore” per umani, ma semplicemente ricorrendo a determinati farmaci. Infatti sono stati identificati alcuni meccanismi attraverso i quali il cervello innesca il processo di sospensione del metabolismo, cioè provoca l’entrata del corpo umano in modalità stand by. E i tumori come possono giovarsi di tutto ciò?

Cerri si fa più serio e dosa le parole ma conferma: non è da escludere – spiega – che in stati di torpore provocati da farmaci i tumori possano rivelarsi più vulnerabili alle cure. Come dire che l’ibernazione ne fiaccherebbe la violenza consentendo a farmaci oggi inefficaci di vincere la battaglia contro il tumore.
Fantascienza? No, quasi realtà: tra un paio d decenni tutto ciò potrebbe essere già qui.

 

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Bruno Costi
Bruno Costi

Direttore Responsabile Staibene.it

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