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Troppo pochi anziani prendono “farmaci-scudo”

Solo il 43% dei malati protegge reni e cuore con Ace inibitori e Arb

Solo il 43% degli anziani malati di diabete assume farmaci protettivi per reni e cuore, nonostante sia comprovato che queste medicine, gli Ace inibitori e gli Arb, possano fare bene a tutti i pazienti. Tanto che vengono consigliati nelle linee guida per diabetici, per prevenire attacchi di cuore, ictus e danni renali. Queste le conclusioni di uno studio dell’università del Michigan, pubblicato sul “Journal of General Internal Medicine”. Queste classi di farmaci sono indicati soprattutto, spiegano i ricercatori, per quanti mostrano già qualche defaillance a cuore e reni, o soffrono di pressione alta. “Ma il loro utilizzo è largamente inferiore alle attese. Eppure si tratta di medicine che salvano vite oltre al portafogli dei malati e dei sistemi sanitari”. Quali le ragioni di questo cortocircuito? Gli scienziati ipotizzano che le cause siano divise equamente tra “la mancata consapevolezza dell’effettivo beneficio da parte dei camici bianchi, il costo economico delle cure calcolato dai malati, e infine la mancanza di efficaci e chiare campagne informative sull’argomento”. Secondo la ricerca condotta all’ateneo del Michigan, la maggior parte dei diabetici over 55 ha almeno un indice di rischio per cuore o reni, che suggerisce a chiare lettere la somministrazione di Ace inibitori e Arb.

Redazione Staibene

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