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Traslochi, divorzi, lutti. E il mal di testa si fa cronico

I grandi cambiamenti nella vita di una persona aumentano i rischi di rendere permanente un disturbo altrimenti superficiale

Cambiar vita può rovinare la salute. Dal trasloco all´inizio di un nuovo lavoro, dal matrimonio al divorzio, fino alla nascita di un figlio, i piccoli e grandi terremoti che ognuno sperimenta nella vita privata o professionale rischiano di trasformare un semplice mal di testa in un problema cronico. È la tesi di Ann I. Scher e colleghi della Uniformed Services University di Bethesda, negli Usa, autori di uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “Cephalalgia”.

Lo studio
Il team americano ha indagato nelle esperienze personali di 206 tra uomini e donne che soffrivano di mal di testa cronico (per almeno 180 giorni all´anno) e su altre 507 persone con cefalea pisodica (da due a 104 giorni all´anno).
Le informazioni richieste riguardavano cambiamenti di lavoro, di residenza o di stato civile, maternità o paternità recenti, ed eventuali decessi di parenti o amici intimi. Il paziente veniva inoltre invitato a riferire qualunque evento giudicasse “estremamente stressante”: problemi finanziari, malattie proprie o di un familiare, relazioni violente in corso.
L´équipe ha scoperto che gli uomini e le donne che soffrivano di mal di testa costante, rispetto agli altri, avevano molto più facilmente alle spalle un grosso cambiamento di vita nei due anni precedenti alla cronicizzazione del disturbo.

Particolare stress
È emerso inoltre che la principale spia di mal di testa cronico era una situazione di particolare stress ancora in corso, e che la proporzione più alta di pazienti con mal di testa ripetuto si riscontrava in maschi e femmine di età superiore ai 40 anni.
In questo gruppo in particolare, “un cambiamento di lavoro era collegato a un aumentato rischio di mal di testa quotidiani, mentre negli under 40 un nuovo lavoro riduceva la probabilità che il disturbo cronicizzasse.

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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