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Toxoplasmosi, il rischio suicida di avere un gatto in casa

Avere un gatto in casa comporta il rischio di prendersi 2 malattie per niente piacevoli, una delle quali può anche portare al suicidio. Ecco quali sono.

toxoplasmosi

Se il cane è il più fedele amico dell´uomo, il gatto è l´altro animale domestico per eccellenza. Ma così come Fido può essere veicolo di problemi di salute per l´uomo, anche Fuffi non scherza, in fatto di rischi sanitari.

Ci riferiamo alla toxoplasmosi, una malattia molto seria scatenata da un parassita dei gatti, il Toxoplasma gondii: un protozoo che, una volta entrato in contatto con il corpo umano (soprattutto quello femminile) provoca gravi danni al cervello, depressione, schizofrenia, addirittura istinti suicidi.

 

 

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La toxoplasmosi
Il 33% della popolazione mondiale risulta infettata dal parassita. Ma non ne è consapevole, perché il parassita si insinua nelle cellule nervose e muscolari spesso senza alcun sintomo.
La toxoplasmosi, la malattia infettiva generata dal parassita che vive nel tratto intestinale del gatto, si può contrarre armeggiando con la lettiera, dove ci sono le feci del gatto, o mangiando carne cruda o verdure non lavate.
Particolarmente grave – per i suoi riflessi sul feto – è la toxoplasmosi che viene acquisita in gravidanza: quando si prevede o si accerta una gravidanza, occorre pertanto far subito accertamenti preventivi (test per la toxoplasmosi) per stabilire se nel siero c’è presenza di anticorpi anti-toxoplasma: se questi risultano presenti (prova positiva), vuol dire che la donna è protetta e che quindi non ha nulla di che temere; se non sono presenti (prova negativa), la donna non è protetta da una potenziale infezione, per cui deve stare particolarmente attenta a non contrarla, evitando soprattutto contatti con cani e gatti, anche propri.

 

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Lo studio
L´ultimo studio che conferma la pericolosità della toxoplasmosi scatenata dal parassita dei gatti si deve agli esperti statunitensi della University of Maryland. La ricerca ha preso in esame più di 45 mila donne danesi. È stata pubblicata sulla versione on line della rivista scientifica “Archives of General Psychiatry” ed è il più grande studio mai condotto sul legame fra il parassita e i tentativi di suicidio, il primo a documentare i casi che si sono verificati dopo che l´infezione è stata scoperta.

 

Il legame con i suicidi
“Non possiamo dirlo con certezza”, ha detto Teodor Postolache, autore principale dello studio, “ma abbiamo trovato un´associazione tra i casi di infezione nelle donne e i tentativi di suicidio che avvengono anche molto più tardi rispetto al contagio. Sono necessari ulteriori studi”.

 

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Redazione Staibene

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