• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero

1.406 visite

Tisane e infusi, precauzioni per l’uso

Il ministero della Salute: bambini e donne in gravidanza rischiano effetti collaterali

Sono naturali, derivano dalle piante. Ma questo non significa che infusi, tisane e integratori alimentari siano del tutto privi di rischi. Specie per tre categorie di persone particolarmente fragili: i bambini, le donne in gravidanza e quelle in allattamento. Quindi, pensare di usarli come una forma di cura, una terapia – per quanto naturale – non ha senso, specie se basata sul fai-da-te. Molto meglio, casomai, rivolgersi a un medico con il quale concordare, eventualmente, il ricorso a uno di questi prodotti.

Non sono una cura
A mettere sul chi vive i consumatori di infuse, tisani e integratori alimentari naturali, il ministero della Salute, in un documento messo a punto dalla commissione unica per la dietetica e la nutrizione. "I prodotti presentati come naturali", si legge, "soprattutto di derivazione vegetale, stanno riscuotendo un crescente interesse presso il pubblico, con un consumo che coinvolge in modo significativo anche bambini nella prima infanzia e donne in gravidanza o durante l’allattamento. È bene precisare che i prodotti in questione, riconducibili ad alimenti a base vegetale come tisane o integratori, non hanno e non possono avere alcuna finalità di cura. Il loro ruolo può essere quello di favorire fisiologicamente le funzioni dell’organismo nell’intento di ottimizzarne il normale svolgimento. Funzioni alterate in senso patologico richiedono sempre il controllo e l’intervento del medico, con la prescrizione all’occorrenza dei presidi terapeutici piu’ indicati nel caso specifico per ilrecupero delle condizioni di normalità".

Occhio all’etichetta
"Nell’approccio alla scelta dei prodotti naturali", si legge ancora nel documento, "non si deve fare affidamento sul fatto che la derivazione naturale sia di per sé una garanzia di sicurezza e bisogna leggere attentamente quanto indicato in etichetta, dove possono essere riportate anche specifiche avvertenze in presenza di particolari estratti vegetali". Oltretutto, se nel frattempo si assumono farmaci, c’è il rischio di "reazioni e interazioni metaboliche passibili anche di sfociare in effetti inattesi e indesiderati. Un’evenienza del genere, a maggior ragione, si può verificare nelle fasce più vulnerabili della popolazione, come in particolare quella pediatrica e le donne in gravidanza o durante l’allattamento. L’eventuale impiego di derivati vegetali ed integratori presso le fasce suddette, pertanto, non dovrebbe avvenire senza consultare il pediatra o il medico per valutare se a livello individuale ricorrano o meno le indicazioni per un uso entro adeguati margini di sicurezza che possa offrire plausibili benefici".
Questo vale sia per integratori alimentari che per infusi e tisane: chiedere al pediatra per i bambini, e al medico nel caso di puerpere o mamme che allattano.
"In definitiva – ribadisce il ministero – i prodotti naturali possono dare un contributo per mantenere e ottimizzare il benessere senza alcuna finalità di cura. Per un consumo da parte dei gruppi più vulnerabili della popolazione come in particolare quelli sopra indicati si raccomanda in ogni caso di sentire il parere del medico".

Tag:
Redazione Staibene

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}