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Ti mangi le unghie? Ecco perché lo fai e con quali conseguenze

Da dove nasce il vizio di mangiarsi le unghie

Secondo il “Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali”, quarta edizione, la cattiva abitudine non va trascurata perchè fa parte dei disturbi del controllo degli impulsi, la cui caratteristica principale è l’incapacità di resistere ad un impulso o ad una tentazione di compiere un’azione che, in qualche modo, è dannosa.
Tra tali disturbi rientra anche la tricotillomania, ossia il toccarsi, tormentarsi e talvolta strapparsi i capelli, un’altra brutta abitudine che sovente è associata all’onicofagia. Ma tra i due disturbi c’è però una importante differenza: nella tricotillomania non si prova alcun dolore nel tormentarsi i capelli che, anzi, spesso vengono stuzzicati senza che ce ne rendiamo conto; nell’onicofagia, invece, il dolore alle dita pare essere quasi sempre presente.

Ma quali sono le cause del mangiarsi le unghie? Ansia? Nervosismo? Noia? Fame? Le risposte sono molte e chiamano in causa molte discipline mediche e scientifiche.

 

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L’INCONSCIO. Un’ipotesi , chiamiamola psicanalitica, fa risalire il gesto alla cosiddetta “fissazione orale”, e cioè il mancato superamento di una fase specifica dello sviluppo psico-sessuale – la cosiddetta “fase orale” che si colloca – secondo Freud – tra gli 0 e i 18 mesi di vita, e vede il piacere massimo del bambino provenire dalla bocca. Chi si mangia le unghie potrebbe aver avuto, in base a questa interpretazione, problemi con l’allattamento (è forse stato allattato troppo poco, o troppo a lungo) o potrebbe avere questioni irrisolte con la propria madre.

RABBIA, O STRESS. Per altri filoni di pensiero la cosiddetta “onicofagia” è una forma di automutilazione, che potrebbe svelare una aggressività repressa o essere il sintomo di ansia nervosa. Ma contro tale tesi ci sono le testimonianze di molti “mangiatori” i quali sostengono di azzannare le unghie anche quando non si sentono affatto stressati.

L’ABITUDINE. La difficoltà a sbarazzarsi di questo vizio potrebbe allora dipendere da altri due fattori molto più semplici da interpretare. Per esempio l’abitudine di portarsi le mani alla bocca è un gesto molto primitivo, facile e automatico che compiamo quotidianamente per mangiare. Inoltre, mangiarsi le unghie ha per certi versi anche una funzione di “ordine” – serve a livellare le unghie evitando che crescano troppo e scongiurando il rischio che si spezzino.

 

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I suggerimenti per non mangiarsi le unghie

Il Dermatologo Antonino Di Pietro viene in soccorso con 3 suggerimenti su cosa care ed 1 su cosa non fare.

Sovra stimolazione: evitare di rosicchiare e unghie anche quando sono già rosicchiate perché più le unghie sono rovinate e più si ha la tentazione di continuare a rovinarle;
Relax attivo : vivere una vita più salutare con qualche attività fisica o ludica che aiuti a superare ansia e stress;
Distrarsi : quando viene voglia di rosicchiare le unghie, fare alro, per esempio mangiare una gomma da masticare
Da non fare: incerottarsi le unghie che hanno il pessimo effetto di conservare germi aggravando lo stato infiammatorio.

 

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