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Ansia e paura, come gestirli di fronte al terrorismo

Gli attentati terroristici sprofondano la gente normale in uno stato di ansia e paura che possono causare danni anche alla salute psicofisica. Che fare? La risposte dello psicoanalista Massimo Ammanniti.

Terrorismo, come gestire ansia e paura

Bombe,  spari, morti, corpi dilaniati ed uccisi: il terrorismo consegna agli occhi di tutti immagini sanguinose e domande senza risposte che provocano ansia e paura, due fenomeni umani ma molto preoccupanti quando non sappiamo come gestirli.

Che fare? Come difenderci da questo stato? E come difendere  i soggetti più fragili come, per esempio, i  bambini?

Lo psicopatologo e psicoanalista Massimo Ammanniti ha affrontato il tema in una intervista rilasciata al Corriere della Sera, dalla quale emerge che l’intero universo delle paure e delle ansie scatenate dal terrorismo è da anni ampiamente studiato dalla scienza  che ha razionalizzato alcune conclusioni importanti per tutti noi. Vediamole.

 

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La reazione psico-emotiva alla violenza terroristica.

Per Ammanniti  l’insieme di studi disponibili oggi nascono dall’esperienza maturata dopo l’attentato delle Torri Gemelle di New York, l’11 settembre 2001.

Fu in quell’0occasione che la scienza psicoanalitica iniziò a studiare fenomeni di massa che finora erano stati osservati  solo nei militari americani tornati scossi dalla guerra in Vietnam e noti come PTSD –  Post Traumatic Stress Disorder, disordine post traumatico da stress.

La reazione nei soggetti osservati in occasione degli  attentati islamici degli ultimi anni (Londra, Madrid, Parigi, Bruxelles) è un istintivo chiudersi in casa, rifiutarsi di uscire per restare inchiodati a guardare le immagini e le notizie trasmesse dalle Tv; una reazione di isolamento dalla vita quotidiana che sfocia in una sorta di avvitamento passivo. Una sorta di paralisi emotiva che lo psicanalista  interpreta come uno choc; esattamente lo choc che i terroristi vogliono provocare nella psicologia delle persone  normali, costringendole a modificare le loro quotidiane abitudini  ed a vivere nella costante paura di ciò che potrebbe accadere.

 

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Come distinguere ansia e paura

La paura, secondo Ammanniti è un’emozione motivata, perchè nasce come reazione ad una minaccia reale. Le bombe, per esempio quelle all’aeroporto di Bruxelles del 22 marzo 2016, così come i colpi di mitra dell’attentato di Parigi del 2015, hanno provocato una inevitabile paura collettiva. Erano un fatto realmente accaduto in luoghi ben identificati: il banco del check-in di un aeroporto, un teatro di musica live, la redazione di un giornale satirico. Tutto ben definito.

L’ansia, invece, è una sorta di  stratificazione senza risposta della paura; nel senso che se la paura non trova il modo di sfogarsi o di essere controllata o associata ad una situazione alla quale possiamo immaginare di difenderci (per esempio, non andare ad ascoltare  musica live, evitare i check in aeroporto) sfocia in ansia e nel terrore che sono una condizione di un timore meno focalizzato su una specifica minaccia e si allarga all’idea di pericolo generalizzato, più vasto, indistinto che ci costringe a vivere in una situazione di costante allarme e preoccupazione.

 

Cosa accade nel cervello quando si scatenano ansia e paura

Sono le neuroscienze ad aver contribuito a capire i meccanismi di funzionamento del cervello di fronte a stress emotivi come quelli generativa un atto terroristico o violento. Il nostro cervello secondo Ammanniti è una macchina molto ben organizzata. L’ansia  è prodotta dall’amigdala una parte del cervello che funziona come un relè, che scatta quando percepiamo una condizione di pericolo, o come un termostato che scatta quando la temperatura emotiva arriva ad una certa intensità di pericolo. E’ la parte più antica del cervello umano.

Poi  ci sono le parti più recenti del cervello destinate a comandare la capacità di autocontrollo e di programmazione, cioè le zone frontali e prefrontali del cervello. In casi di forte stress emotivo come accade di fronte ad un atto terroristico vissuto  o  partecipato, si crea uno squilibrio a favore dell’ansia.

 

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Come affrontare ansia e paura

La chiave di volta secondo Ammanniti è riuscire a controllare tutto ciò. Impresa non facile ma nemmeno impossibile. I neurobiologi – dice Ammanniti – parlano di fisiologia dell’ansia e affrontano il tema di come trovare forme pro-attive per fronteggiarla, per non lasciarsi divorare dalla passività e dalla rinuncia alla vita quotidiana.

Le cose da fare sono le seguenti:

  1. fermarsi, guardare se stessi centrarsi sulla propria personalità;
  2. ricorrere a qualche esercizio di respirazione, per esempio quelli o previsti dalle pratiche yoga. Il chè significa respirare profondamente, concentrarsi, dominare le ondate emotive e irrazionali..
  3. Costruire una strategia per combattere l’ansia: Amanniti consiglia di non restare in balia del sentimento di ansia quando questo ci pervade ma di cercare di controllare le proprie scelte, di descrivere il pericolo che prevediamo, collocare la nostra persona rispetto al pericolo, alla probabilità di incontrarlo. Chiarire i contorni effettivi del pericolo ci aiuterà a chiarire anche come fronteggiarlo.

 

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