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Tampone faringeo

Ha il compito di identificare principalmente la presenza dello Streptococco Beta-emolitico di tipo A

analisi strumentali

E’ un esame che ha il compito di diagnosticare le faringiti batteriche, principalmente causate da batteri, una delle cause di irritazione del cavo faringeo.

A cosa serve

Il tampone faringeo ha il compito di identificare principalmente la presenza dello Streptococco Beta-emolitico di tipo A, perché è un germe che può provocare problemi più seri alla salite rispetto alla sola irritazione della gola. Questo batterio se viene trascurato può provocare a distanza di diverso tempo il cosiddetto “reumatismo articolare acuto”, un’infiammazione forte che colpisce le articolazioni. Inoltre dal legame tra lo Streptococco Beta-emolito di tipo A e le difese naturali (immunitarie) nascono sostanze chiamate “immunocomplessi” che possono colpire organi molto delicati, come i reni e il cuore, che vengono attaccati come se fossero nemici da sconfiggere. I reni possono manifestare con l’andare del tempo un processo infiammatorio che può sfociare in un’insufficienza renale, malattia che riduce il funzionamento del rene. Per quanto riguarda il cuore, invece, l’aggressione ha come bersaglio le valvole che possono essere danneggiate a tal punto da compromettere il corretto funzionamento di questo organo.

Come prepararsi e come si svolgono i test

Il tampone faringeo è un’analisi di laboratorio che consiste nel prelevare mediante un bastoncino munito di una punta di cotone (simile a un cotton fioc) una quantità di muco presente nel fondo della gola, toccando le tonsille. Per prelevare il muco viene adoperato un’abbassalingua e una luce per evitare di toccare il palato e le arcate dentarie, perché il tampone deve essere imbevuto del solo muco che causa l’irritazione della gola. Questa operazione è assolutamente indolore e dura pochi secondi.

I valori di riferimento

Nel caso del tampone faringeo ci sono intervalli di valori. Appaiono indicazioni come elemento “assente” o “presente””negativo” o “positivo”. L’intervallo di riferimento o l’indicazione vengono stampati vicino al valore ottenuto dall’analisi della persona e, in genere, un risultato anormale viene segnalato dal laboratorio con un asterisco o un segno simile (un solo asterisco se l’alterazione è lieve, due se l’alterazione è preoccupante).
Se il risultato del tampone è positivo, inoltre, viene eseguito anche l’antibiogramma e, di conseguenza, viene definito l’antibiotico necessario per debellare quel germe.

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Redazione Staibene

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