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Intestino pigro? E tu dagli una mano!

I segreti per prevenire, combattere (e vincere) la stipsi

Stipsi, vietato prenderla sottogamba
È considerata più un fastidio che una malattia. E per pudore spesso ci si confida con qualche amico piuttosto che con il proprio medico. Ma sono tanti gli italiani che soffrono di stitichezza (stipsi, im termini medici). Nove milioni di donne e 4 di uomini, secondo la Società italiana unitaria di colonproctologia, soprattutto tra i 20 e i 40 anni, ma a lamentarsi del problema sono anche anziani e bambini.
Un problema non trascurabile, perché oltre che incidere negativamente sulla qualità della vita, la stitichezza può condurre, se non si risale alla causa del problema, a patologie vere e proprie: ragadi, addirittura intestino pigro, i 13 milioni di italiani che ne soffrono hanno speso 250 milioni di euro nel 2005, tra lassativi ed erbe anti stipsi.
Non sempre è facile, però, fare una diagnosi. A un recente congresso internazionale dell’Associazione per la neurogastroenterologia e la motilità intestinale, è stato sottolineato come la gestione della stipsi sia sfuggita al controllo del medico, perché l’intestino pigro non è un sintomo misurabile come la febbre, ma è riferito in modo soggettivo da chi ne soffre o crede di soffrirne. Tant’è che oltre il 10% delle persone con una funzione intestinale normale si ritiene stitico, mentre gli specialisti insistono che occorre distinguere tra “stipsi occasionale”, quella che si può manifestare durante un viaggio, e “stipsi cronica”, quando l’intestino riesce a liberarsi meno di tre volte alla settimana.

Ccontro la stipsi, no al fai-da-te
È fondamentale dunque ricordare che, quando il problema compare, è bene rivolgersi al proprio medico curante perché la stipsi è un sintomo e per curarlo prima di tutto bisogna risalire alla causa. Invece troppo spesso si fa ricorso all´automedicazione e al passaparola e solo nella metà dei casi la scelta dei prodotti da usare è consigliata dal medico o dal farmacista.

Redazione Staibene

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