• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero

786 visite

Embolia, allarme fegato per i sub

Un rischio in per i subacquei: ecco perchè il fegato può essere colpito da embolia gassosa, e perchè a temere dev’essere chi soffre di meterorismo.

Allarme-fegato, per i subacquei appassionati di immersioni ad alte profondità.
Finora si sapeva che il rischio maggiore era l’embolia, ovvero quella bolla d’azoto si forma nel sangue per improvvise variazioni di pressione, quando il sub che ha nuotato in immersione con le bombole per molto tempo, riemerge senza aver effettuato i giusti  e graduali tempi di decompressione a profondità sempre minori. 

La letteratura aveva da tempo accertato che i danni in questi casi derivano dal fatto che la bolla d’azoto può ostruire un vaso o un arteria  nei polmoni, nel cervello e provocare anche la morte; si parla di embolia gassosa.

Non era noto che lo stesso rischio lo corre il fegato per una ragione, per così dire intestinale, legata non all’aria contenuta nelle bombole d’aria compressa e volontariamente respirata, bensì nell’aria contenuta nell’intestino e involontariamente presente nell’organismo.

La scoperta, pubblicata sull´“American Journal of Physiology” giunge da una sperimentazione appena conclusa dal Centro Extreme, il team multidisciplinare pisano cui fanno riferimento i ricercatori dell´Istituto di fisiologia clinica (Ifc-Cnr) e dell´Istituto di scienze e tecnologia dell´informazione (Isti-Cnr) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), dell´Università di Pisa e della Scuola Sant´Anna.

L´ipotesi che i gas intestinali, sottoposti per lunghi periodi alle alte pressioni dovute all’immersione, creino potenziali danni per embolizzazione del fegato è stata verificata nell´uomo attraverso una serie di indagini non invasive, come l´ecografia epatica e una sofisticata analisi numerica delle immagini registrate prima e dopo immersioni.

A rischio dunque sono i sub affetti da meteorismo ed aerofagia i quali mettono a repentaglio il loro fegato se non curano con attenzione le variazioni di pressione durante la fase di emersione, garantendo una estrema gradualità nell’emersione stessa fermandosi  più volte a profondità diverse.

La circostanza aggiunge rischio ulteriore per le immersioni ad alte profondità e prolungate nel tempo e reclama ancora maggiore attenzione sulla graduale emersione dei sub.

Tag:
Antonio Napolitano
Redazione Staibene

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}