• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero
948 visite

Speciale Aids

A oltre un quarto di secolo dalla sua comparsa, il punto sull’epidemia più vasta con cui la popolazione mondiale si sia mai confrontata: le cure, le speranze per un vaccino, le prospettive

A oltre un quarto di secolo dalla comparsa della più importante epidemia con cui la popolazione mondiale si sia mai confrontata, l’ignoranza e la sottovalutazione di questa malattia che dal 1981 a oggi ha fatto oltre 25 milioni di vittime e contagiato 65 milioni di persone, sono diffuse più di quanto si possa immaginare. Come le piaghe bibliche, mantiene un aspetto oscuro, inafferrabile, che ne altera la percezione e ne amplifica i timori.

E’ una malattia come le altre, è vero, ma non esiste una cura sicura per debellarla. E’ un’infezione prodotta da un virus, ne abbiamo le prove, sia pur indirette; tuttavia questo virus non è stato ancora isolato. Rimane in latenza nel nostro organismo come un parassita addormentato, per un periodo indefinito, salvo poi svegliarsi all’improvviso, magari dopo decenni, per iniziare la sua opera di corrosione e di distruzione. Nessuno ne è davvero al riparo.

E’ questa, in definitiva, la vera malattia che colpisce tutti noi, sani e malati: la consapevolezza di trovarci di fronte a un male incontrollabile, sfuggente, non visibile né individuabile, che si diffonde sfruttando i canali più intimi della nostra socialità: i rapporti umani, l’amore, il sesso.
E’ dal 1982 che si parla dell’Aids come di una infezione virale a tutti gli effetti. La diffusione del contagio fu lento, sulle prime, e circoscritto a ben definiti gruppi a rischio, come gli omosessuali maschi. Quando poi si scoprì come si trasmetteva realmente – tramite il sangue e le secrezioni genitali – la malattia entrò di diritto nel Gotha dei flagelli epocali.

A venti anni di distanza, dopo aver strapazzato l’Occidente ricco e opulento, l’epidemia si è progressivamente spostata verso le zone più povere del Mondo. Mentre in Occidente segna il passo, grazie anche ai nuovi ritrovati farmacologici e a terapie più efficaci, nel resto del mondo si assiste a una rapida diffusione del virus Hiv tra uomini donne e bambini che sembra non arrestarsi più.

Ma dopo oltre un quarto di secolo e i primi successi terapeutici, possiamo sperare di sconfiggere l’Aids? A che punto sono le cure? Quando si potrà avere un vaccino? Ed esiste un modo nuovo, diverso, per affrontare la malattia e sconfiggerla anche senza usare farmaci? 

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}