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3 tecniche di respirazione a prova di smog

Il respiro è la base della nostra salute. Ma nell’aria che finisce nei nostri polmoni non dovrebbero esserci tracce di fumo di sigarette, sigari o pipe. Tantomeno di altri elementi pesantemente inquinanti come le particelle che compongono lo smog. Il problema è che tutti gli agenti che fanno più male alle nostre vie respiratorie sono gli stessi che respiriamo giorno dopo giorno. Di conseguenza, la funzione basilare dell’organismo finisce per distorcersi, modificarsi, in una parola: peggiorare.
Proprio per questo è importante (oltre che imparare a star lontani il più possibile dalle fonti che mettono a rischio i nostri polmoni) imparare a respirare bene. Magari con tecniche specifiche capaci di insegnarci un nuovo modo di usare i polmoni e tenerli allenati. Ce ne sono tantissime, ve ne indichiamo tre delle più diffuse.

1) Rebirthing. Si tratta di una disciplina che si basa su questo principio: non esiste un unico modo per respirare bene, ciascuno deve trovare il suo ritmo ideale. L’atto del respirare è visto anche come un modo per rivivere e sbloccare le emozioni, una sorta di psicoterapia accelerata: davanti alle cattive situazioni tendiamo a irrigidirci e a respirare male, dopo una seduta di rebirthing (che significa “tornare a nascere”) si è più tranquilli e si respira meglio. Non a caso questa tecnica è indicata per affrontare attacchi di panico, stati di insicurezza e squilibri psicosomatici (ad esempio, mal di testa e gastrite).

2) Buteyko. Il presupposto di questa disciplina è invece un altro: non importa quanto ossigeno viene introdotto nell’organismo, ma quanto ne viene assorbito da cellule e tessuti. Affinché l’ossigeno passi dal sangue alle cellule è necessario che ci sia una certa percentuale di anidride carbonica nei tessuti. Quando si respira troppo, si espelle troppo Co2 e l’ossigeno gira a vuoto nell’organismo. E allora, bisogna allenarsi, con l’aiuto di un esperto, ad aspettare 40-50 secondi tra un respiro e l’altro. In genere una persona normale inspira di nuovo dopo 10-20 secondi, un asmatico invece dopo 5-6 secondi. I risultati sono ottimi, specie per chi soffre d’asma.

3) Medicina tradizionale cinese. L’esperienza millenaria della medicina cinese ritiene che tutte le respirazioni partano da un buon controllo del muscolo diaframmatico: se si vuole imparare a respirare bene, è fondamentale riuscire a rilassarlo. Come? Provate questo esercizio facile, la cosiddetta respirazione a palloncino: si fa un grande respiro che spinga il diaframma verso il basso, gonfiando l’addome. Così facendo, si liberano le tensioni e si massaggiano i visceri, favorendo la circolazione e la digestione. È ideale per sconfiggere gli stati d’ansia.

Redazione Staibene

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