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Sla, il male oscuro dei calciatori (ma non solo)

Conosciamo meglio la malattia nervosa più misteriosa e terribile

La Sla (acronimo che sta per Sclerosi laterale amiotrofica) è una malattia degenerativa del sistema nervoso che colpisce i motoneuroni, il cui compito fondamentale è di dare impulsi ai muscoli. Come conseguenza di questa malattia, i muscoli non recepiscono più i comandi e diventano atrofici: in pratica, si spengono.

Ciò significa che mani, gambe e braccia non rispondono alle sollecitazioni, fino ad arrivare alla totale paralisi del corpo. E visto che vengono attaccati i muscoli che presiedono alla respirazione e alla deglutizione, diventano necessarie la tracheotomia (l’incisione della trachea per via chirurgica, per consentire al paziente di respirare) e l’alimentazione tramite sondino.

La Sla risparmia la mente e le funzioni sensoriali, sessuali, intestinali e vescicali: il corpo è inerte, ma la mente e le pulsioni più fisiologiche restano attive.

La morte in genere arriva per blocco della respirazione o per una superinfezione bronchiale. In media si sopravvive dai tre ai cinque anni, ma ci sono pazienti che resistono per dieci anni e più.

I sintomi della Sla

I primi segnali dell´insorgenza della Sclerosi laterale amiotrofica (Sla) sono in genere apparentemente insospettabili: si inciampa senza motivo, si fatica a usare un braccio o una mano.

Nella sua forma più grave, quella bulbare, la Sla colpisce la funzione della parola: si comincia a parlare in modo sconnesso, si saltano le lettere. E nello stesso tempo si possono presentare problemi di deglutizione.

Proprio la vaghezza dei sintomi rende la Sla un morbo difficile da diagnosticare. Al momento non esiste un test che possa confermare al di là di ogni ragionevole dubbio la presenza della malattia. Attualmente esistono soltanto due esami cui si ricorre per la diagnosi:

  1. L´elettromiografia
Redazione Staibene

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