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Il tuo partner è immaturo? Come “recuperarlo” in 7 mosse

Adulti immaturi che rifiutano di crescere: ecco la Sindrome di Peter Pan e le 7 azioni per guarirla prima che sia tardi .

Più di un terzo degli italiani maggiorenni, secondo dati del Censis,  abita con i genitori e il 42% vive vicino alla famiglia d’origine. Certo ci sono difficoltà oggettive ma il rifiuto per molti Peter Pan  a recidere il cordone ombelicale può avere ripercussioni sia nella coppia che sul piano lavorativo.

Come si può aiutare chi soffre di questa sindrome? L’aiuto può arrivare da chi sta accanto a lui, la mamma prima di tutti, poi potrà essere un amico o la fidanzata. L’importante, sostengono gli psicologi, che sia un lavoro di squadra.
Il primo passo consiste nel fargli capire che ha bisogno di aiuto, e già questo potrà risultare difficile perché il nostro Peter Pan abbandona le relazioni in cui si sente messo in discussione, anche perché non riconosce di avere un problema.

E’ fondamentale l’educazione e la formazione che svolgono le famiglie di origine, ma anche i nonni e gli insegnanti. Come? Favorendo il più possibile la crescita dei bambini, cercando di renderli il più presto responsabili e evitando di ostacolare il loro desiderio di svincolarsi dalla famiglia.

Oltre a ciò bisogna promuovere valori come l’indipendenza già dall’infanzia, affinché il bambino trovi gratificazione nell’autonomia e nella responsabilità, quando diventerà un  uomo.

E se il bambinone è già un adulto?

Gli psicoterapeuti sono abbastanza concordi nel sostenere che non si tratta di una malattia, ma di un carattere il quale però, nei casi più gravi, può rientrare nell’ambito dei disturbi della personalità.

Nel caso di adulti sono 7 le mosse ritenute utili per costringere il nostro Peter Pan a mettere i pantaloni lunghi o, nel caso di una donna, di togliere il calzettoni.
E tutte sono tanto più efficaci quanto più sono poste in essere da chi  gli sta vicino: un amico, una fidanzata/ fidanzato, un medico/psicologo, un fratello, un genitore.

1)      prendere consapevolezza che esiste un problema. Molti Peter Pan non credono nemmeno che il loro comportamento sia problematico in quanto lo ritengono del tutto normale. Pertanto chi gli sta vicino  deve provare ad aiutarlo affinchè si renda conto delle conseguenze del suo modo di essere;

2)      Porgli dei limiti.  Il Peter Pan non si rende conto spesso dei limiti  oltre i quali il suo comportamento diventa irresponsabile.  Per una donna, competere con la figlia in giovanilismo, bellezza,vanità per esempio; per un uomo sposato o che fa vita di coppia, uscire regolarmente con gli amici invocando propri spazi di libertà o autonomia; per una qualsiasi persona, privilegiare il piacere immediato  di una vacanza rispetto al rientro puntuale alla scadenza nell’ambito delle attività professionali. Il limite dev’essere chiaro, come chiara la consapevolezza per  l’immaturo/a il momento in cui lo sta superando.

3)      Respingere la colpevolizzazione. Spesso  l’immaturo incolpa chi gli sta vicino delle  proprie azioni sbagliate. In quel caso occorre  stringerlo nelle ferrea morsa del ragionamento per convincerlo  che il responsabile delle conseguenze delle sue azioni è lui o lei.

4)      Non seguire il suo ritmo infantile. Quando cerca di fare cose inadeguate alla sua età, non va assecondato o aiutato , ma gli vanno spiegate le ragioni per cui quella condotta è inadeguata.

5)      Non risolvergli i problemi. Il Peter Pan quando ha qualche difficoltà ( in genere quando non riesce a fare ciò che gli passa per la testa) si lamenta con chi gli sta vicino. In questo caso  occorre lasciare che trovi da solo le soluzioni giuste, se lo  si aiuta non imparerà ad assumersi responsabilità e a farsi carico delle proprie azioni.

6)      Mostragli i suoi errori. Al Peter Pan, non piace sentirsi dire che hanno difetti e commettono errori, ma è necessario farlo per dimostrargli  l’inadeguatezza del suo comportamento.

7)     Terapia psicologica. Se tutto questo non basta  non resta  che la terapia psicologica per aiutarlo ad affrontare questo problema. Lo psicologo può orientarlo verso una nuova prospettiva e verso cambiamenti

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Redazione Staibene

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