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Sigarette elettroniche, per i giovani un rischio imprevisto

Le sigarette elettroniche sono di gran lunga meno dannose delle sigarette tradizionali ma una novità sta preoccupando i medici pneumologi. Ecco perchè.

sigarette elettroniche

Le sigarette elettroniche sono di gran lunga meno dannose delle sigarette tradizionali ma…. c’è un “ma” che sta preoccupando i medici specialisti nelle patologie del polmone e della respirazione che richiede studi ed approfondimenti ulteriori.
Di che si tratta?

 
Gli effetti sui geni umani
Prima di rispondere alla domanda principale, è opportuno fare chiarezza intanto sul perimetro dei danni dell’una (la sigaretta tradizionale) e dell’altra (quella elettronica).

Le ricerche condotte finora hanno accertato senza ombra di dubbio che la sigaretta fatta di carta, catrame, nicotina e tabacco altera il funzionamento di 123 geni del corpo umano e stimola l’infiammazione.

I vapori delle sigarette elettroniche,invece, modificano l’espressione di 2 soli geni. Il match dunque si chiude con la vittoria delle sigarette elettroniche per 2 a 123.

 

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Il fatto che la scoperta sia stata fatta dai ricercatori del British American Tobacco R&D usando il modello di polmone in 3D ed una innovativa tecnica di biologia molecolare, la dice lunga sull’affidabilità dei risultati.

Ma gli effetti delle sigarette elettroniche non si misurano solo dalle alterazioni dei geni perché, come noto, la correlazione con enfisemi polmonari e tumori sono accertate.Ed infatti a confermarlo è il Centro anti fumo del’Istituto Tumori di Milano.
Secondo Roberto Boffi, lo pneumologo responsabile del Centro, “ le sigarette elettroniche sono meno genotossiche delle normali sigarette ma non per questo senza altri rischi. Il suo centro infatti ha raccolto alcuni dati che confermano la presenza nelle sigarette elettroniche di metalli pesanti come nichel, piombo e cromo a volte anche in quantità superiori a quelle contenute nelle sigarette normali.

 

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Le altre altre conseguenze

 

Il risultato è un effetto irritante sulle vie aeree che può rendere pià gravi le condizioni per esempio di chi già soffre d’asma, bronchite cronica o di enfisema polmonare.

La circostanza che getta una luce nuova sul consumo di sigarette elettroniche è la motivazione con cui vengono fumate.

E’ certo che aiutino alcuni grandi fumatori a ridurre il consumo di sigarette normali e li aiutino a smettere, ammesso che ci sia la forte volontà del fumatore. Ma le statistiche censite in questi primi anni di consumo di fumo elettronico dimostrano che chi fuma sigarette elettroniche , Il 70% delle persone, non lo fa tanto per smettere quanto per fumare nei luoghi pubblici in cui sarebbe vietato; per cui fumano sigarette normali all’aria aperta e swappano altrove.

Mentre l’11%, soprattutto adolescenti che fumano sigarette elettroniche non ha mai fumato prima e dunque la sigaretta elettronica potrebbe essere il primo passo per diventare fumatori di sigarette tradizionali. E se così fosse sarebbe un vero guaio.

 

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Bruno Costi
direzione staibene.it

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