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Gossip, ecco perché ci piace “spettegolare”

Le chiacchiere, le indiscrezioni e le rivelazioni divertono e stuzzicano un po’ tutti. Ecco come, dove e perchè sparliamo degli altri e come sapere se stiamo superando il limite.

Non c’è rete televisiva che non abbia un suo programma dedicato al gossip. Su Internet i siti che si occupano di vip e celebrities varie sono centinaia di migliaia in tutto il mondo. In edicola, tra periodici specializzati in cronache rosa e quotidiani sempre più contaminati dalla moda di riservare uno spazio alla mondanità.

Insomma: il pettegolezzo è un fenomeno di costume. Che travalica il semplice ambito a cui siamo abituati – quello familiare, amicale o lavorativo – per spaziare nei contesti più elevati. In realtà, è qualcosa che esiste da sempre.

Solo che, bombardati dagli scoop su divi e personaggi dello spettacolo, abbiamo preso l’abitudine di spendere anche noi qualche parola di troppo sul vicino di casa o sul collega di ufficio.

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Non solo: se un tempo la pettegola per antonomasia era donna, oggi l’inclinazione al gossip spopola anche tra i maschi (tra i quali il chiacchiericcio ha una valenza psico-sociale: serve cioè ad accrescere la propria popolarità nel gruppo di amici e fra i colleghi).

 

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Perchè ci piace tanto “sparlare”

Sono tanti i motivi che rendono il gossip irresistibile, in diversi contesti: dai rapporti con amici e parenti a quelli lavorativi. Ne abbiamo individuati sei tra i più importanti. Eccoli.

  1. E’ un modo di comunicare. Il pettegolezzo, in fin dei conti, è una forma di comunicazione. E molti lo considerano la via più facile per socializzare
  2. Aiuta a farsi accettare. Il pettegolezzo può essere un valido strumento di consenso, nel senso che può facilitare l’ingresso in un gruppo sociale (di amici o colleghi), attirando l’attenzione altrui

(segue)..

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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