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Si torna a scuola, occhio alla… vista!

Quando e come è importante controllare se tuo figlio vede bene. Per evitargli problemi nello studio

Finita la pacchia delle vacanze, per un esercito di bambini e adolescenti ricomincia – come ogni anno – la scuola. E non c’è momento dell’anno in cui un controllo della vista rivela tutta la sua importanza: secondo la Commissione difesa vista (Cdv), un bambino su 3 tra i 6 e i 13 anni ha almeno un difetto della vista (in ordine: astigmatismo, miopia, ipermetropia, strabismo). Di questi, poi, non tutti portano occhiali da vista: ben il 20% infatti non corregge il difetto, pur sapendo di averlo. Colpa forse di genitori poco attenti: la stessa ricerca della Cdv sostiene che il 51,4% non ha un atteggiamento “attivo” nei confronti della prevenzione oculare, mentre addirittura il 70% ritiene le visite oculiste “non necessarie”.

Se il bambino vede male, impara male
“Nel bambino”, spiega Francesco Loperfido, responsabile del servizio di Oftalmologia generale presso l’Unità operativa di Oftalmologia e Scienze della visione dell’Ospedale San Raffaele di Milano e consulente della Cdv, “spesso a una visione scorretta corrisponde anche un apprendimento scorretto”. E il non vedere correttamente – a prescindere dal difetto visivo – non solo rallenta oggettivamente l’apprendimento, ma può anche provocare stress e angoscia.

Vedere male provoca una cattiva postura

Non solo. La difficoltà del vedere induce spesso a posture scorrette. Per esempio il bambino astigmatico tende a stare storto rispetto al libro o, al contrario, tiene il libro stesso o il quaderno storti; il miope invece tende ad avvicinarsi troppo al testo. L’ipermetrope deve staccarsi spesso dal libro perché la visione gli si annebbia, si affatica durante la lettura e ha bisogno quindi di lunghe pause durante lo studio. “Tutti atteggiamenti da non sottovalutare, perché rivelano ai genitori che c’è un problema e bisogna risolverlo”, dice ancora il professor Loperfido. Se fa fatica a vedere, sarà un bambino svogliato, disattento, che non vuole studiare e potrebbe manifestare anche cefalea, arrossamenti degli occhi, stanchezza.

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Redazione Staibene

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