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Wurstel in tavola? Ecco quanto, come e quando

I wurstel sono diversi dalle salsicce e molto più grassi e salati del prosciutto.Se proprio ti piacciono per inserirli nella tua dieta comportati così. E ricorda che sono fra le carni a rischio cancro elevato.

A che cosa vi fa pensare la parola wurstel? Alla tipica ricetta tedesca (wurstel e crauti), alla sua versione europeizzata (wurstel e patatine), a una delizia del palato che nello stesso tempo sembra essere un vero e proprio attentato alla linea?

I wurstel sono molto meno conosciuti di quanto possiamo immaginare. Sui salsicciotti più famosi del mondo circolano anche tanti luoghi comuni.

 

I wurstel non sono salumi

 

Il würstel , che è il diminutivo della parola tedesca Wurst, “insaccato”, è chiamato  erroneamente in Italia anche salsiccia, è una specie di insaccato preparato con carni tritate bovine e suine, tipico della Germania e dell’Austriae, in Italia, del Trentino e dell’Alto Adige.

Da alcuni anni sono commercializzati anche würstel prodotti con carne di pollo e di tacchino, pubblicizzati come prodotti più leggeri rispetto a quelli di suino e molto apprezzati dal mercato mediorientale (o dagli immigrati musulmani all’estero).
L’aspetto è molto simile, la sostanza è diversa sotto diversi aspetti: rispetto al salame o al prosciutto crudo i wurstel hanno una percentuale di acqua maggiore (+58%), e la carne che contengono viene prima lavorata e poi affumicata. Inoltre, non vengono fatti stagionare in ambienti freschi e devono essere conservato in frigo.

 

 

I wurstel e la dieta

Inserirli nella dieta non è vietato ma occorre tenere bene a mente che si tratta di piccole bombe caloriche. E dunque se decidete di fare uno strappo inserendoli nel menu della vostra dieta, dovete al tempo stesso equilibrare il pasto della giornata sottraendo a cena le calorie del wurstel mangiato a pranzo.
Cento grammi di wurstel  infatti contengono circa 270 calorie e 23,3 grammi di grassi, mentre la stessa quantità di prosciutto crudo apporta 224 calorie e 13 grammi di grassi. Una piccola bomba energetica che diventa ancora più “pericolosa” nelle versioni arricchite al formaggio o altri ingredienti che si trovano in commercio.
Tuttavia questo non fa del wurstel il salume più grasso: il primo posto spetta infatti alla mortadella, che ne contiene circa 28,1 grammi.

 

Come regolarsi con la bilancia

Come regolarsi, allora, se si è costretti a fare i conti con la bilancia?

Le alternative più amiche della dieta esistono: i wurstel di pollo, tacchino o manzo, soluzione ideale per esempio anche per un pic-nic.

Se dovete seguire una dieta iposodica, cioè a basso contenuto di sale, i wurstel non fanno al caso vostro: contengono tanto, troppo sodio (circa 80 grammi ogni etto, che diventano addirittura 93 grammi una volta cotto in padella).

 

Il rischio   tumore

Se tutto ciò che vi abbiamo detto vi aiuta ad arginare i danni calorici se proprio volete inserire i wuirstel nella vostra dieta, nulla possiamo dirci su come attenuare il rischio che mangiarne sempre e troppi favorisce il cancro al colon.

 

Leggi anche: Ecco la classifica delle carni più rischiose

 

L’organizzazione mondiale della Sanità ha classificato le carni in due gruppi collocando nel gruppo A le carni per le quali il rischio  di provocare il cancro è  elevato.

Si tratta delle carni processate e lavorate, affumicate, inscatolate cioè cotte e sottoposte a processi industriali con nitrati e nitriti usati per la conservazione.

Ecco le principali:

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Redazione Staibene

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