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Sexual addiction, ecco come si curano i malati di sesso

I rapporti sessuali sono come una droga e il desiderio di nuove conquiste non si appaga mai. Come uscirne

Se, statistiche alla mano, la maggioranza degli uomini europei ha scarsità o assenza di desiderio sessuale, per qualche uomo il sesso è una droga. Attenzione non parliamo di chi è sessualmente vivace ma di chi più pratica sesso e più vorrebbe farne e in questo caso si tratta di un vero e proprio disturbo. La diagnosi? Malato di sesso o sex addiction come lo definiscono negli Stati Uniti. Un disturbo che conta diversi nomi famosi tra attori e uomini di spettacolo. Uno per tutti? Michael Douglas.

 

 

Identikit del malato di sesso

Per coloro che soffrono di questo disturbo il sesso diventa il fulcro della giornata, una valvola di sfogo e l’atto sessuale è l’unico mezzo che conoscono per entrare in contatto con gli altri. In molti casi si tratta di uomini incapaci di provare emozioni e quindi insoddisfatti delle relazioni.

I malati del sesso hanno perso il controllo sulla sessualità, non riescono a concentrarsi sul lavoro, spesso vanno in bagno a masturbarsi e a casa navigano tutta la notte su Internet in cerca di siti porno e di compagnia.

 

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Alla fine dire di no diventa impossibile e la vita segreta prende il sopravvento. Come i sensi di colpa. Dopo l’orgasmo, infatti, questi fissati del sesso provano sentimenti di disperazione e odio verso se stessi. E come tirarsi su? Con altro sesso ed ecco che inizia un circolo vizioso. Senza considerare che è più esposto a infezioni trasmesse sessualmente, oppure ulcera, pressione alta, calo delle difese immunitarie.

 

Come si diagnostica la sex addiction

Nei malati di sesso le conseguenze prodotte sul cervello dalla dipendenza sono molto simili a quelle del gioco d’azzardo, dell’assunzione di cocaina e delle anfetamine: eccitazione euforica dovuta alla produzione di dopamina, il neurotrasmettitore del piacere.

Come si esce dal tunnel della dipendenza da sesso? Il primo passo è il “coming out”, cioè riconoscere il proprio disagio e chiedere aiuto per farsi curare. Il passo successivo è la cura “disintossicante”, con il ritorno a una sessualità sana attraverso la consapevolezza delle ragioni che hanno portato alla dipendenza. Sono previsti test e colloqui ma anche farmaci antidepressivi.

 

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Redazione Staibene

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