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Settimana bianca: come difendere la pelle dal sole e dal freddo

Abituati come siamo a proteggere la pelle soprattutto dal sole estivo, trascuriamo spesso la protezione in inverno soprattutto quando arriva il momento della tanto agognata settimana bianca.

E la ragione è che veniamo dal pallore invernale e un po’ di abbronzatura ci piace prenderla soprattutto perchè molti pensano che il sole invernale sia più tenue e dunque meno dannoso per la pelle.

La me cose stanno realmente così? La risposta è negativa per due motivi:

  1. il sole in alta quota è più intenso perchè amplificato dalla rifrazione dei raggi dovuta alla neve;
  2.  la pelle esposta al sole senza precauzioni è soggetta ad uno stress maggiore e dunque a danni anche irreversibili a causa del freddo che agisce da vasocostrittore.

Morale: occorre proteggere la pelle in montagna d’inverno non meno di quanto faremmo al mare  in estate quanto la esponiamo al sole d’agosto.

A fornire qualche utile consiglio su come proteggere è Laura Busata farmacista specialista in materia di Unifarco, un’associazione che riunisce 350 farmacisti specializzati in prodotti cosmetici.

 

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Quali zone del viso vanno protette

Secondo la specialista le zone del corpo da proteggere con particolare attenzione sono $.

1. Viso: l’essere in montagna e sentire freddo sono elementi che possono fuorviare, convincendo che il sole, in quelle condizioni, non possa far male. In particolare, si tende a trascurare il viso, parte del corpo di cui, invece, ci si dovrebbe maggiormente preoccupare, perché in inverno la sua pelle è meno abituata al sole e il freddo la rende più reattiva. “Fondamentale, quindi, è l’applicazione, più volte al giorno – secondo la specialista – di una crema solare ad alta protezione”. Quale fattore di protezione? Almeno 30 spf.

2. Mani: in montagna i raggi UV possono diventare nemici delle mani. Spesso – essendo le prime a scaldarsi durante l’attività fisica – si tende a sfilare i guanti o a non indossarli durante camminate o ciaspolate, esponendole ad aggressioni climatiche e ambientali.

“Estrema attenzione va posta alle mani. Il consiglio qui – prosegue la specialista -è di applicare una crema protettiva con filtri solari prima dell’eventuale esposizione al sole e una idratante a fine giornata. In questo modo andremo a ripararle da ogni spiacevole conseguenza, dalle macchie causate dal sole fino alla secchezza derivante da freddo e vento”.

3. Occhi: il riverbero della neve può creare grossi problemi agli occhi. Questo perché crea all’interno del campo visivo un punto luminoso di intensità maggiore rispetto alla quantità di luce a cui siamo abituati. Bisogna fare attenzione quindi, soprattutto per i bambini, ad utilizzare degli occhiali da sole con lenti certificate che proteggano dai raggi UVA e UVB.
“Oltre ad occhiali da sole e maschere, può essere utile anche un collirio che, utilizzato dopo una giornata di sport ad alta quota, regali ulteriore sollievo dal vento e dal freddo a cui – nonostante le protezioni – si è stati esposti”.

4. Labbra: una parte estremamente sensibile e delicata ma facilmente dimenticata e sottovalutata, specialmente in inverno. Sole, ma anche vento e freddo sono agenti pericolosi, che attaccano le nostre labbra rendendole disidratate e secche. “Una rapida soluzione consiste nell’utilizzare uno stick con fattore di protezione 50+ così da idratare e al tempo stesso proteggere le labbra”.

 

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Bruno Costi

Direttore Responsabile Staibene.it

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