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Sesso, ecco le pratiche più a rischio malattia

Tutte le alternative all’atto vero e proprio non mettono al riparo, specie senza preservativo, da problemi anche seri

Lo spauracchio delle malattie sessuali ha portato con sé anche diversi luoghi comuni totalmente errati sui rapporti. Specialmente tra i più giovani, la convinzione che le alternative all’atto sessuale vero e proprio mettano al sicuro da gravidanze indesiderate e malattie varie, è molto diffusa. La riprova? Sempre più persone ricorrono al sesso orale, al sesso anale o alla masturbazione reciproca, perché le ritengono pratiche più “sicure” nella prevenzione delle malattie sessuali.

Ciò potrebbe valere, per certi versi, se anche questi rapporti fossero protetti. Ma il problema è troppo spesso, invece, non si usa il preservativo. Così il rischio, invece di abbassarsi, si alza.
Le conseguenze? Herpes genitali, condilomi, epatite. E ancora sifilide, gonorrea, clamidia.

 

 

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L’herpes genitale

L’herpes genitale è la più diffusa patologia che provoca ulcere a trasmissione sessuale dei paesi sviluppati.

Si manifesta con lo sviluppo di numerose vescicole dolorose nell’area genitale e/o anale. Nelle donne possono svilupparsi vescicole interne, nella vagina o sulla cervice uterina. Le vescicole interne provocano meno dolore e non sono visibili. Le vescicole si sviluppano 4-7 giorni dopo l’infezione.

La trasmissione può avvenire attraverso il contatto con le lesioni o, più spesso, attraverso il contatto pelle-a-pelle con partner sessuali.

Le lesioni possono verificarsi nelle seguenti posizioni:

  • Sul prepuzio, sul glande e sull’asta peniena negli uomini
  • Su grandi e piccole labbra, clitoride, perineo, vagina e cervice uterina nelle donne
  • Attorno all’ano e nel retto in uomini o donne che hanno rapporti anali passivi.

Le lesioni possono ritornare nell’80% dei soggetti affetti da virus dell’herpes simplex di tipo 2 e nel 50% dei soggetti affetti da virus dell’herpes simplex di tipo 1.

Lesioni ricorrenti possono associarsi a gravi manifestazioni che le anticipano e che possono interessare la natica, l’inguine, o la coscia.

 

( segue)

 

Redazione Staibene

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